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Wind multata per la vicenda rimodulazioni ottobre 23, 2007

Posted by gughi in telefonia, Tre, Wind.
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Ne avevo parlato a suo tempo e l’intera rete lo aveva fatto. A tutti la rimodulazione tariffaria attuata da Wind sembrava un abuso, una ritorsione a seguito della vittoria riportata dagli utenti sul versante costi di ricarica. E’ arrivato, finalmente, il momento del meritato castigo per Wind. Forse non il castigo auspicato, ma è un inizio. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti deciso di multare di 100mila euro l’operatore arancione proprio a causa della rimodulazione. Ma non per averla attuata, bensì per la modalità di comunicazione della stessa. Il famoso sms

Gentile Cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158″

L’Autority non si è pronunciata nel merito sulla rimodulazione e questo fa sorgere il timore che l’operazione sia stata considerata legittima. A mio avviso la mancata pronuncia circa la legittimità della rimodulazione tariffaria attuata da Wind non implica affatto che l’Autority l’abbia approvata. Non è da escludere che in futuro il Garante non si pronunci anche nel merito infliggendo nuove sanzioni.

Una cosa è certa: se Wind è stata sanzionata, fra poco toccherà a Tre, poco tempo dopo Wind aveva attuato modifiche ai propri piani tariffari, scegliendo la stessa modalità di comunicazione ai propri clienti: l’sms.

Codacons attacca: Wind deve rimborsare gli utenti! maggio 17, 2007

Posted by gughi in telefonia, Wind.
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Tratto da Punto Informatico

L’associazione dei consumatori Codacons in una nota ha chiesto ad Autorità TLC e Autorità Antitrust di “dichiarare formalmente nulle le modifiche delle tariffe comunicate ai clienti via SMS e, di conseguenza, obbligare il gestore Wind a restituire agli utenti le maggiori somme da questi pagate a seguito delle variazioni contrattuali bocciate dall’Authority”.

In una nota Codacons fa riferimento alla recente presa di posizione delle Autorità sul caso Wind e critica l’Autorità TLC perché “evidentemente (…) non segue la trasmissione Report di RAI 3, altrimenti saprebbe, ad esempio, quali grassi affari hanno fatto gli attuali proprietari di Wind sulle spalle degli utenti”.

Secondo Codacons le società Wind e H3G “a differenza di quanto sostiene l’Autorità, non sono affatto piccoli operatori, e in ogni caso la concorrenza e le aziende non si salvano certo contravvenendo alle leggi e maltrattando gli utenti!”.

Credo che sia il caso di seguire molto da vicino questa vicenda perchè se le autorità investite del problema dovessero accogliere le richieste di Codacons potrebbero profilarsi scenari risarcitori, con conseguenze economiche notevoli per il gestore arancione.

Finalmente trasparenza tariffaria? aprile 22, 2007

Posted by gughi in Telecom Italia, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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Nella telefonia fissa e mobile è finalmente in arrivo la trasparenza tariffaria tanto invocata dai consumatori. Nella delibera dell’Agcom pubblicata sul sito del Garante, che entrerà in vigore a breve con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si dichiara guerra al sotterfugio, adottato da alcuni operatori, allo scopo di confondere l’utente ed impedirgli di comprendere l’effettivo costo dei servizi di cui usufruisce.

L’utente avrà diritto di:

  • conoscere gratuitamente tutte le condizioni economiche del piano tariffario scelto;

  • ricevere ogni due mesi dal proprio operatore il profilo del consumo telefonico comprensivo del totale delle chiamate, dei minuti attribuiti alle singole voci di traffico, delle durate delle singole chiamate;

  • confrontare i profili tariffari del proprio operatore o di tutti gli operatori attraverso motori di calcolo messi a disposizione da organizzazioni terze ed accreditate.

Tutto ciò permetterà ai consumatori di capire, confrontare, scegliere. Vi sembra poco?

La delibera concede un termine di 180 dalla sua pubblicazione entro il quale dovranno essere predisposti principi, regole e parametri da applicare. Il tutto prevede la collaborazione tra Agcom, fornitori di servizi ed associazioni dei consumatori.

Fonte: Punto Informatico.

Corecom più lenti della giustizia ordinaria aprile 16, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, Telecom Italia, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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A chi non è capitato qualche volta di avere problemi con il proprio gestore di telefonia fissa o mobile? Di ricevere l’attivazione di un servizio non richiesto, di subire disservizi o addebiti in bolletta ingiustificati? E’ bene sapere che la legge del 31 luglio 1997, n.249 impone all’utente di ricorrere ad una procedura di conciliazione prima di adire le vie legali. A questo scopo sono stati istituiti in gran parte della penisola i Corecom (Comitati Regionali per i Servizi Radiotelevisivi).

La norma prevede che entro 30 giorni dall’istanza proposta dal consumatore il Corecom territorialmente competente deve portare a termine la procedura. Solo successivamente, ed in caso di esito negativo della procedura di conciliazione, il consumatore può legittimamente rivolgere alla giustizia ordinaria le sue lagnanze. Si tratta indubbiamente di una procedura ispirata a principi di celerità ed autotutela e per questo lodevole. Ma i Corecom assolvono veramente alla funzione per cui sono stati istituiti?

A quanto pare la risposta è NO. L’Aduc ha pubblicato dei dati abbastanza sconfortanti in tal senso. Solo in 3 regioni su 15 (Abruzzo, Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia) le procedure di conciliazione vengono correttamente portate a termine entro i 30 giorni imposti dalla legge. Nelle altre 12 i tempi vanno dai 3 ai 6 mesi e nelle rimanenti 5 regioni (Campania, Molise, Sardegna, Sicilia e Trentino Alto Adige) non sono state istituite sedi del Corecom!

Nel frattempo il gestore sembrerebbe autorizzato a prolungare nel tempo i suoi comportamenti scorretti senza che il consumatore possa fare alcunchè. Questo non è accettabile!

Qual’è la soluzione? Semplice:

  • attivare immediatamente la procedura di conciliazione presso il Corecom competente, laddove esista, ed in mancanza presso la Camera di Commercio:
  • allo scadere dei 30 giorni, in mancanza di convocazione, rivolgersi subito al Giudice di Pace.

In questo caso, il ricorso alla giustizia ordinaria sarà esperibile in quanto la mancata convocazione per la conciliazione equivale al fallimento della procedura conciliativa.

Wind 10 rimanga tale per sempre! marzo 30, 2007

Posted by gughi in diritto, telefonia, Wind.
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Ci siamo trasferiti su www.sblogghiamo.net.

La “guerra” al gestore arancione è aperta più che mai. Aduc affila le armi e pubblica un facsimile di diffida a non effettuare la rimodulazione del piano tariffario da Wind 10 a Wind 12. Questo documento va inviato, a mezzo racc. A.R., alla sede legale di Wind e all’Agcom e, a mezzo posta ordinaria, all’Aduc stessa. Vi posto il modello in versione integrale:

Spett.le Wind
Via Cesare Giulio Viola 48 – 00148 Roma

per conoscenza

– Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni
Centro Direzionale, Isola B5 – Torre Francesco – 80143 Napoli
Fax 081/7507616 – Tel. 081/7507111

– Aduc – Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori
Via Cavour 68, 50129 Firenze (per posta ordinaria)

(luogo e data) …….

Oggetto:
contestazione legittimita’ cambio piano tariffario Wind 10 – Wind 12

Utenza n.……….. intestata a ……….. abitante in via ………… n. …… cap/citta’ …….

Spettabile Wind,
con la presente si contesta la rimodulazione del piano tariffario di telefonia mobile da Wind 10 a Wind 12, che mi avete notificato nei giorni passati. Le clausole del contratto che consentono questi aumenti da parte vostra sono vessatorie e quindi nulle.
Nello specifico:
1 – nel contratto (artt. 2.4 e 3.3) sono vessatorie le clausole che prevedono modifiche contrattuali e di servizio. Il Codice al Consumo (d.l. 206/2005, articolo 33, comma 2, lettera m) individua come vessatorie quelle condizioni che consentono “al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso“. Giustificato motivo che non compare nel vostro contratto e neppure nel messaggio con cui me ne avete dato comunicazione.
2 – Il vostro comportamento determina a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto (articolo 33, comma 1 del Codice del Consumo).
3 – L’art. 2.4 del contratto e’ illegittimo perche’ viola anche il Codice delle Comunicazioni elettroniche (dl 259/2003, articolo70 comma 4). Vi si legge:
“WIND proporra’ al Cliente eventuali modifiche del Contratto tramite comunicazione scritta nella fattura successiva o con altro mezzo”. Questo presuppone che voi possiate modificare le condizioni generali (ed anche le tariffe), salvo comunicarlo uno o piu’ mesi dopo in fattura: l’utente -anche recedendo senza penali- si troverebbe di fronte ad uno o piu’ mesi di fatture maggiorate e gia’ pagate. La legge, invece, dice che gli aumenti devono essere comunicati almeno un mese prima del loro avvio, si’ da dare all’utente la possibilita’ di recedervi.

Si intima
pertanto, di non procedere a questa rimodulazione, dandomene comunicazione entro e non oltre 15 gg dal ricevimento della presente raccomandata, con l’avviso che in difetto si adiranno le vie legali, onde ottenere quanto richiesto nonche’ la rifusione del danno subito.

Distinti saluti,

(firma)

Wind 12? No grazie! marzo 30, 2007

Posted by gughi in diritto, telefonia, Wind.
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Wind non si arrende e scrive un nuovo capitolo della serie “Fatta la legge…”

Ma ripercorriamo brevemente tutte le tappe della vicenda Wind vs consumatori.

2.3.2007. Alla vigilia dell’entrata in vigore del D.L. Bersani sull’abolizione dei costi di ricarica, Wind rende noto che:

  • imporrà agli utenti di cambiare il vecchio profilo tariffario con uno nuovo di zecca (più costoso) per poter usufruire dell’azzeramento dei costi di ricarica. Chi non si adeguerà continuerà a pagare l’odiato costo fisso anche se utilizzarà le nuove ricariche;

  • abolirà i tagli piccoli di ricarica, obbligando il cliente a a “fare il pieno ad ogni rifornimento”.

6.3.2007. Wind, bacchettata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, si adegua al D.L. N. 7/2007 abolendo i costi di ricarica a tutti i clienti.

19.3.2007. Wind ritocca verso l’alto i suoi piani tariffari. In particolare, la tariffa Wind 10, viene tramutata in Wind 12, con uno scatto alla risposta di 16 €/cents in luogo dei precedenti 15 €./cents. Il gestore si affretta a dichiarare che i mutamenti tariffari si applicheranno solo alle nuove attivazioni. Sblogghiamo invita tutti a tenere gli occhi aperti.

22.3.2007. Ai vecchi utenti Wind con tariffa Wind 10 arriva un sms con questo testo:

“Gentile Cliente, dal 01/05/07 il suo piano tariffario Wind 10 diventera’ Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158″

Gli operatori del call center spiegano a tutti i clienti che si tratta di una “rimodulazione” del contratto e che è tutto regolare, previsto dalla Carta dei servizi all’articolo 2.4, secondo la quale Wind è tenuta a comunicare “modifiche della condizioni economiche e tecniche per l’effettuazione dei servizi, con almeno 30 (trenta) giorni di anticipo rispetto alla data di applicazione”.

23.3.2007. L’Aduc emette un comunicato stampa dichiarando (come avevo già preannunciato io, ma anche Punto Informatico e Andrea D’Ambra ) che la rimodulazione da Wind 10 a Wind 12 è illegittima e vessatoria ed indirizzando un esposto all’Agcom.

28.3.2007. Nasce un blog dal nome emblematico: “Wind 12? No grazie” che invita tutti i clienti Wind a protestare contro la rimodulazione, a non cambiare piano tariffario almeno fino alla fine del mese di marzo e a non accettare offerte di nuovi prodotti da parte del proprio operatore o di altri concorrenti.

Potete scommettere che questa non sarà l’ultima puntata e che presto ci saranno novità. Restate sintonizzati…

Wind, continui tentativi di aggirare le regole marzo 19, 2007

Posted by gughi in telefonia, Wind.
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Avevo evidentemente ragione quando mettevo in guardia i consumatori dai tentativi dei gestori di telefonia mobile di eludere il decreto Bersani sull’abolizione dei costi ricarica. O, almeno, alla luce della notizia di oggi, avevo parzialmente ragione: Wind, ancora lei, ha ritoccato i suoi piani tariffari in alto, evidentemente per rientrare delle presumibili perdite che deriveranno dal D.L. N. 7/2007.

La strategia del gestore arancione è chiara. Ogni utente deve fruttare un tot e Wind è disposta a tutto pur di raggiungere l’obiettivo: anche a cambiare le condizioni contrattuali in corsa. Non parlo a caso di contratto, in quanto anche i titolari di una carta ricaricabile instaurano con il gestore un rapporto contrattuale, con condizioni ben precise, sottoscritte al momento dell’acquisto della scheda. Condizioni che non possono in alcun modo essere unilateralmente modificate.

Non è ancora ben chiaro quali utenti saranno destinatari dei ritocchi verso l’alto delle tariffe. Il gestore dichiara che i mutamenti tariffari si applicheranno solo alle nuove attivazioni. Ma voglio essere molto chiaro su questo punto: se Wind modificasse la tariffa “Wind 10” in “Wind 12” alzando anche il costo dello scatto alla risposta da 15 e/cents a 16 e/cents ai nuovi clienti commetterebbe una lecita scorrettezza nei confronti dei nuovi clienti, creando una ingiusta discriminazione tra vecchi e nuovi utenti. Ma se portasse avanti questa operazione anche nei confronti dei suoi vecchi clienti commetterebbe un abuso contrattuale. Vigilare è un obbligo.

Alla fine anche Wind ha abolito i costi di ricarica marzo 6, 2007

Posted by gughi in diritto, telefonia, Wind.
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Wind costi di ricaricaEra l’unico gestore di telefonia mobile a non essersi adeguato al D.L. N. 7/2007 sull’abolizione dei costi di ricarica. Wind sembrava intenzionata ad applicare l’odiato balzello a tutti i vecchi clienti che non passassero ad uno dei nuovi piani tariffari recentemente introdotti. Tale decisione era stata adottata sulla scorta di un parere favorevole fornito Avv. Bernardini Libonati dello studio Jaeger-Libonati.

Per fortuna il gestore, anche a seguito di una urgente richiesta di chiarimenti da parte dell’Authotity delle Telecomunicazioni, è tornato sui suoi passi ed in un comunicato diramato ieri ha reso noto che i costi di ricarica delle sim card saranno aboliti per tutti i clienti.

Sarebbe stato un clamoroso autogol per Wind, gestore che da sempre non applicava ai propri clienti costi per le ricariche superiori ai 50 euro, continuare questo assurdo e controproducente braccio di ferro con Governo e Authority. Una scelta del genere avrebbe potuto allontanare i clienti dal gestore arancione, provocando presumibili migrazioni verso i gestori più rispettosi delle nuove normative.

Ora i consumatori potranno esultare e concentrare le loro attenzioni verso un altro costo insopportabile: lo scatto alla risposta.

Costi di ricarica telefonini: fatta la legge… marzo 2, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, Beppe Grillo, diritto, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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Come tutti sanno dal 5 marzo i costi di ricarica per la telefonia mobile saranno aboliti. Una vittoria per i consumatori, conseguita a seguito di una battaglia collettiva condotta da Beppe Grillo, associazioni dei consumatori, Mi manda Raitre e vari autori di petizioni on line. La vittoria è stata proclamata dal ministro Bersani con un recente decreto Legge. Fin qui nulla di nuovo. La novità sta nel fatto che i gestori di telefonia, o almeno alcuni di essi, hanno già preso le opportune contromisure. Come a dire:

cari consumatori, è vero che non ci darete più soldi sotto forma di costi di ricarica, ma vi garantiamo ce li darete per altre vie

Vediamo cosa hanno escogitato:

  • Wind imporrà agli utenti di cambiare il vecchio profilo tariffario con uno nuovo di zecca (forse più costoso?) per poter usufruire dell’azzeramento dei costi di ricarica. Chi non si adeguerà continuerà a pagare l’odiato costo fisso anche se utilizzarà le nuove ricariche (ma tutto ciò è legale?);

  • sempre Wind abolirà i tagli piccoli di ricarica, obbligando il cliente a a “fare il pieno ad ogni rifornimento”;

  • Vodafone introdurrà due nuovi piani tariffari con scatto alla risposta aumentato da 16 €./cents a 19 €./cents ma non costringerà i clienti a sottoscriverli. Ma c’è da giurare che utilizzerà tutti gli strumenti di persuasione possibili per convincere i propri clienti ad abbandonare i vecchi profili in favore dei nuovi;

  • Tim e Tre al momento sono alla finestra, ma non abbassate la guardia. Sicuramente qualcosa si inventeranno…

Fonte: Zeusnews

Aggiornamento 2.3.2006, ore 12,12: apprendo da Punto Informatico che Tre ha deciso di adeguarsi a partire da oggi al Decreto Bersani sull’eliminazione dei costi di ricarica. In un suo comunicato, l’azienda ha dichiarato:

Tutte le ricariche sia lato standard che lato power, erogheranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica

Aggiornamento 6.3.2007: anche Wind si è adeguata al D.L. N. 7/2007 abolendo i costi di ricarica a tutti i clienti.

Aggiornamento 19.3.2007: Wind alzerà costi di alcune tariffe.