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Ancora sanzioni per Tim e Tre giugno 30, 2007

Posted by gughi in telefonia, Tim, Tre.
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Correttezza e trasparenza tariffaria nella comunicazione pubblicitaria? Ancora non ci siamo…

Ne sanno qualcosa Tim e 3. Tim si è vista condannare due volte nel giro di due settimane. La prima multa, di 64.600 €. per aver diffuso la campagna pubblicitaria relativa all’offerta “Tim Tribù che azzera i costi di ricarica”, la seconda di 73.100 €. per l’offerta “Teleconomy zero zero”. Entrambe considerate ingannevoli dall’Autority.
H3G è stata invece sanzionata per il messaggio stampa e affissione relativo all’offerta Zero 3. Lo slogan

“Zero 3. L’unico abbonamento con canone a 0 €., chiamate a 0 €., videofonino a 0 € “

è stato ritenuto non conforme all’art. 2 del Codice di autodisciplina pubblicitaria, dato che il canone esisteva ed era dovuta una tassa di concessione governativa da chi stipulasse il contratto. Riguardo alle chiamate, la tariffa a zero si applicava solo alle chiamate verso altre numerazioni 3. Quanto al videofonino non era chiaro a che titolo fosse ceduto all’utente.

Finalmente trasparenza tariffaria? aprile 22, 2007

Posted by gughi in Telecom Italia, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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Nella telefonia fissa e mobile è finalmente in arrivo la trasparenza tariffaria tanto invocata dai consumatori. Nella delibera dell’Agcom pubblicata sul sito del Garante, che entrerà in vigore a breve con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si dichiara guerra al sotterfugio, adottato da alcuni operatori, allo scopo di confondere l’utente ed impedirgli di comprendere l’effettivo costo dei servizi di cui usufruisce.

L’utente avrà diritto di:

  • conoscere gratuitamente tutte le condizioni economiche del piano tariffario scelto;

  • ricevere ogni due mesi dal proprio operatore il profilo del consumo telefonico comprensivo del totale delle chiamate, dei minuti attribuiti alle singole voci di traffico, delle durate delle singole chiamate;

  • confrontare i profili tariffari del proprio operatore o di tutti gli operatori attraverso motori di calcolo messi a disposizione da organizzazioni terze ed accreditate.

Tutto ciò permetterà ai consumatori di capire, confrontare, scegliere. Vi sembra poco?

La delibera concede un termine di 180 dalla sua pubblicazione entro il quale dovranno essere predisposti principi, regole e parametri da applicare. Il tutto prevede la collaborazione tra Agcom, fornitori di servizi ed associazioni dei consumatori.

Fonte: Punto Informatico.

Corecom più lenti della giustizia ordinaria aprile 16, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, Telecom Italia, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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A chi non è capitato qualche volta di avere problemi con il proprio gestore di telefonia fissa o mobile? Di ricevere l’attivazione di un servizio non richiesto, di subire disservizi o addebiti in bolletta ingiustificati? E’ bene sapere che la legge del 31 luglio 1997, n.249 impone all’utente di ricorrere ad una procedura di conciliazione prima di adire le vie legali. A questo scopo sono stati istituiti in gran parte della penisola i Corecom (Comitati Regionali per i Servizi Radiotelevisivi).

La norma prevede che entro 30 giorni dall’istanza proposta dal consumatore il Corecom territorialmente competente deve portare a termine la procedura. Solo successivamente, ed in caso di esito negativo della procedura di conciliazione, il consumatore può legittimamente rivolgere alla giustizia ordinaria le sue lagnanze. Si tratta indubbiamente di una procedura ispirata a principi di celerità ed autotutela e per questo lodevole. Ma i Corecom assolvono veramente alla funzione per cui sono stati istituiti?

A quanto pare la risposta è NO. L’Aduc ha pubblicato dei dati abbastanza sconfortanti in tal senso. Solo in 3 regioni su 15 (Abruzzo, Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia) le procedure di conciliazione vengono correttamente portate a termine entro i 30 giorni imposti dalla legge. Nelle altre 12 i tempi vanno dai 3 ai 6 mesi e nelle rimanenti 5 regioni (Campania, Molise, Sardegna, Sicilia e Trentino Alto Adige) non sono state istituite sedi del Corecom!

Nel frattempo il gestore sembrerebbe autorizzato a prolungare nel tempo i suoi comportamenti scorretti senza che il consumatore possa fare alcunchè. Questo non è accettabile!

Qual’è la soluzione? Semplice:

  • attivare immediatamente la procedura di conciliazione presso il Corecom competente, laddove esista, ed in mancanza presso la Camera di Commercio:
  • allo scadere dei 30 giorni, in mancanza di convocazione, rivolgersi subito al Giudice di Pace.

In questo caso, il ricorso alla giustizia ordinaria sarà esperibile in quanto la mancata convocazione per la conciliazione equivale al fallimento della procedura conciliativa.

Fioccano gli operatori virtuali aprile 4, 2007

Posted by gughi in CoopVoce, telefonia, Tim, Vodafone.
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operatore virtuale

Dopo la notizia dell’imminente ingresso nel mercato della telefonia mobile di Poste Italiane come operatore virtuale, cioè come gestore privo di una propria infrastruttura di rete, ecco arrivare altre novità nel settore: i colossi della grande distribuzione commerciale mostrano grande interesse per questo mercato e si propongono come alternative (speriamo) valide ai gestori attuali.

Carrefour, forte della sua esperienza nel mercato francese, lancia anche in Italia il marchio “UNOMobile”, avvelendosi delle infrastrutture di rete di Vodafone e offrendo traffico voce, Sms e traffico dati. Le sim di “Carrefour-UNOMobile” avranno numerazioni precedute dal prefisso 3773. Ovviamente tutte le operazioni potranno essere effettuate in tutti i punti vendita nazionali Carrefour oltre che on line.

Anche Coop, colosso italiano della grande distribuzione, non si lascerà sfuggire l’occasione di entrare nel business della telefonia mobile. Suo partner sarà Tim e le numerazioni saranno caratterizzate dal prefisso 3311. Anche in questo caso i soci e i clienti Coop potranno acquistare e ricaricare le sim di Coop-Voce presso i punti vendita nazionali e sul sito e-coop.it. Il servizio clienti risponderà al numero 188.

Presto saranno rese note le tariffe praticate dai nuovi gestori che tutti si augurano essere concorrenziali e, aggiungo io, trasparenti.

La speranza è di vedere un po’ di vera e sana concorrenza e non il solito cartello a cui siamo ormai abituati in Italia.

Costi di ricarica telefonini: fatta la legge… marzo 2, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, Beppe Grillo, diritto, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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Come tutti sanno dal 5 marzo i costi di ricarica per la telefonia mobile saranno aboliti. Una vittoria per i consumatori, conseguita a seguito di una battaglia collettiva condotta da Beppe Grillo, associazioni dei consumatori, Mi manda Raitre e vari autori di petizioni on line. La vittoria è stata proclamata dal ministro Bersani con un recente decreto Legge. Fin qui nulla di nuovo. La novità sta nel fatto che i gestori di telefonia, o almeno alcuni di essi, hanno già preso le opportune contromisure. Come a dire:

cari consumatori, è vero che non ci darete più soldi sotto forma di costi di ricarica, ma vi garantiamo ce li darete per altre vie

Vediamo cosa hanno escogitato:

  • Wind imporrà agli utenti di cambiare il vecchio profilo tariffario con uno nuovo di zecca (forse più costoso?) per poter usufruire dell’azzeramento dei costi di ricarica. Chi non si adeguerà continuerà a pagare l’odiato costo fisso anche se utilizzarà le nuove ricariche (ma tutto ciò è legale?);

  • sempre Wind abolirà i tagli piccoli di ricarica, obbligando il cliente a a “fare il pieno ad ogni rifornimento”;

  • Vodafone introdurrà due nuovi piani tariffari con scatto alla risposta aumentato da 16 €./cents a 19 €./cents ma non costringerà i clienti a sottoscriverli. Ma c’è da giurare che utilizzerà tutti gli strumenti di persuasione possibili per convincere i propri clienti ad abbandonare i vecchi profili in favore dei nuovi;

  • Tim e Tre al momento sono alla finestra, ma non abbassate la guardia. Sicuramente qualcosa si inventeranno…

Fonte: Zeusnews

Aggiornamento 2.3.2006, ore 12,12: apprendo da Punto Informatico che Tre ha deciso di adeguarsi a partire da oggi al Decreto Bersani sull’eliminazione dei costi di ricarica. In un suo comunicato, l’azienda ha dichiarato:

Tutte le ricariche sia lato standard che lato power, erogheranno un credito senza scadenza pari all’importo speso per l’acquisto della ricarica

Aggiornamento 6.3.2007: anche Wind si è adeguata al D.L. N. 7/2007 abolendo i costi di ricarica a tutti i clienti.

Aggiornamento 19.3.2007: Wind alzerà costi di alcune tariffe.

Tim continua con le pubblicità ingannevoli novembre 26, 2006

Posted by gughi in telefonia, Tim.
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Ci siamo trasferiti su www.sblogghiamo.net

Nonostante le multe subite dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Tim continua sulla stessa linea dell’ambuguità dei suoi spot pubblicitari. Evidentemente i soldi che incassano per “merito” di questi spot sono maggiori delle multe. Non trovo altra spiegazione a questa condotta. Questa volta l’inganno risiede nella pubblicità di “Tim Relax” che recita qualcosa del tipo “parli con tutti e non ci pensi più, e ti diamo anche il telefonino” a 15 € al mese.

Niente di più falso!

Infatti vado sul sito e comincio a capire

Non parli gratis, ma parli gratis SOLO per 240 minuti, superati i quali si applica “una tariffa a scatti di 25 € cent con scatto alla risposta di 16 € cent (valore del singolo scatto di 12.5 € cent)”.

Il telefonino non è gratis ma lo paghi 49 € + 5 € al mese per i due anni contrattuali. Ma anche sul sito l’inganno continua, perchè leggendo meglio, neanche i 240 minuti sono gratis, perchè ogni chiamata costa 16 € cent di scatto alla risposta. Ed in più ogni telefonata non deve superare 30 minuti. Infatti “… la tariffa agevolata, prevista per le chiamate sarà applicata fino ad un massimo 30 minuti per ogni chiamata, superato il quale verrà applicata la tariffa a scatti di 19 Eurocent al minuto”.

Poi il sito recita testualmente:

MA LE SORPRESE NON FINISCONO QUI:

  • La Tassa di Concessione Governativa te la paga TIM!”

Ed infatti, purtroppo, le sorprese (negative) non finiscono qui, perchè, contrariamente a quanto si potrebbe credere leggendo qui

l’importo della tassa viene rimborsato in traffico da consumare nel corso del mese successivo.

Una proposta al provocatoria al Garante: se ricorrono gli estremi, multiamo, oltre la Tim, anche De Sica e Laganà… Così, non trovando più testimonial per i loro spot, la smetteranno!