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Corecom più lenti della giustizia ordinaria aprile 16, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, Telecom Italia, telefonia, Tim, Tre, Vodafone, Wind.
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A chi non è capitato qualche volta di avere problemi con il proprio gestore di telefonia fissa o mobile? Di ricevere l’attivazione di un servizio non richiesto, di subire disservizi o addebiti in bolletta ingiustificati? E’ bene sapere che la legge del 31 luglio 1997, n.249 impone all’utente di ricorrere ad una procedura di conciliazione prima di adire le vie legali. A questo scopo sono stati istituiti in gran parte della penisola i Corecom (Comitati Regionali per i Servizi Radiotelevisivi).

La norma prevede che entro 30 giorni dall’istanza proposta dal consumatore il Corecom territorialmente competente deve portare a termine la procedura. Solo successivamente, ed in caso di esito negativo della procedura di conciliazione, il consumatore può legittimamente rivolgere alla giustizia ordinaria le sue lagnanze. Si tratta indubbiamente di una procedura ispirata a principi di celerità ed autotutela e per questo lodevole. Ma i Corecom assolvono veramente alla funzione per cui sono stati istituiti?

A quanto pare la risposta è NO. L’Aduc ha pubblicato dei dati abbastanza sconfortanti in tal senso. Solo in 3 regioni su 15 (Abruzzo, Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia) le procedure di conciliazione vengono correttamente portate a termine entro i 30 giorni imposti dalla legge. Nelle altre 12 i tempi vanno dai 3 ai 6 mesi e nelle rimanenti 5 regioni (Campania, Molise, Sardegna, Sicilia e Trentino Alto Adige) non sono state istituite sedi del Corecom!

Nel frattempo il gestore sembrerebbe autorizzato a prolungare nel tempo i suoi comportamenti scorretti senza che il consumatore possa fare alcunchè. Questo non è accettabile!

Qual’è la soluzione? Semplice:

  • attivare immediatamente la procedura di conciliazione presso il Corecom competente, laddove esista, ed in mancanza presso la Camera di Commercio:
  • allo scadere dei 30 giorni, in mancanza di convocazione, rivolgersi subito al Giudice di Pace.

In questo caso, il ricorso alla giustizia ordinaria sarà esperibile in quanto la mancata convocazione per la conciliazione equivale al fallimento della procedura conciliativa.

Grillo ai vertici Telecom: “Dimettetevi!!” aprile 16, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, Beppe Grillo, politica ed economia, Telecom Italia, telefonia, video, youtube.
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Non voglio fare commenti, nè mi sentirei all’altezza di farne. Voglio solo che tutti i miei visitatori possano godersi in versione integrale l’intervento di Beppe Grillo al cda di Telecom Italia di oggi.

Grazie a Corriere.it e a SkyTG24

Qui il video

Aggiornamento 17.4.2007. Ora l’intervento di Grillo in versione integrale è anche su Youtube. Eccolo:

Riprendiamoci Telecom il 16 aprile aprile 9, 2007

Posted by gughi in Beppe Grillo, Telecom Italia, telefonia.
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Tutti sanno che il 16 aprile prossimo, alle ore 11,00 in Rozzano (MI), Viale Toscana, 3, Beppe Grillo parteciperà al cda di Telecom Italia in qualità di delegato di migliaia di piccoli azionisti della società. Il Beppe nazionale ha predisposto una pagina informativa per tutti coloro che non erano a conoscenza dell’iniziativa e volessero partecipare al cda, condividendo l’obiettivo del comico genovese: riappropriarsi di Telecom Italia.

Ecco cosa bisogna fare:

  1. Richiedere alla banca presso la quale sono depositate le proprie azioni di fornire a Telecom Italia le informazioni a consentire la partecipazione dell’azionista all’Assemblea;

  2. Farsi rilasciare subito una copia della Comunicazione inviata a Telecom Italia (e/o altra ricevuta o attestato), necessaria per partecipare all’Assemblea;

Chiedo a tutti i frequentatori di questo blog di divulgare questa notizia il più possibile e di sostenere questa iniziativa.

Per saperne di più, cliccate qui.

Aggiornamento 16.4.2007. Beppe è intervenuto al cda di Telecom Italia ed è stato straordinario. Per saperne di più

Fioccano gli operatori virtuali aprile 4, 2007

Posted by gughi in CoopVoce, telefonia, Tim, Vodafone.
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operatore virtuale

Dopo la notizia dell’imminente ingresso nel mercato della telefonia mobile di Poste Italiane come operatore virtuale, cioè come gestore privo di una propria infrastruttura di rete, ecco arrivare altre novità nel settore: i colossi della grande distribuzione commerciale mostrano grande interesse per questo mercato e si propongono come alternative (speriamo) valide ai gestori attuali.

Carrefour, forte della sua esperienza nel mercato francese, lancia anche in Italia il marchio “UNOMobile”, avvelendosi delle infrastrutture di rete di Vodafone e offrendo traffico voce, Sms e traffico dati. Le sim di “Carrefour-UNOMobile” avranno numerazioni precedute dal prefisso 3773. Ovviamente tutte le operazioni potranno essere effettuate in tutti i punti vendita nazionali Carrefour oltre che on line.

Anche Coop, colosso italiano della grande distribuzione, non si lascerà sfuggire l’occasione di entrare nel business della telefonia mobile. Suo partner sarà Tim e le numerazioni saranno caratterizzate dal prefisso 3311. Anche in questo caso i soci e i clienti Coop potranno acquistare e ricaricare le sim di Coop-Voce presso i punti vendita nazionali e sul sito e-coop.it. Il servizio clienti risponderà al numero 188.

Presto saranno rese note le tariffe praticate dai nuovi gestori che tutti si augurano essere concorrenziali e, aggiungo io, trasparenti.

La speranza è di vedere un po’ di vera e sana concorrenza e non il solito cartello a cui siamo ormai abituati in Italia.

Wind 10 rimanga tale per sempre! marzo 30, 2007

Posted by gughi in diritto, telefonia, Wind.
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Ci siamo trasferiti su www.sblogghiamo.net.

La “guerra” al gestore arancione è aperta più che mai. Aduc affila le armi e pubblica un facsimile di diffida a non effettuare la rimodulazione del piano tariffario da Wind 10 a Wind 12. Questo documento va inviato, a mezzo racc. A.R., alla sede legale di Wind e all’Agcom e, a mezzo posta ordinaria, all’Aduc stessa. Vi posto il modello in versione integrale:

Spett.le Wind
Via Cesare Giulio Viola 48 – 00148 Roma

per conoscenza

– Autorita’ per le Garanzie nelle Comunicazioni
Centro Direzionale, Isola B5 – Torre Francesco – 80143 Napoli
Fax 081/7507616 – Tel. 081/7507111

– Aduc – Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori
Via Cavour 68, 50129 Firenze (per posta ordinaria)

(luogo e data) …….

Oggetto:
contestazione legittimita’ cambio piano tariffario Wind 10 – Wind 12

Utenza n.……….. intestata a ……….. abitante in via ………… n. …… cap/citta’ …….

Spettabile Wind,
con la presente si contesta la rimodulazione del piano tariffario di telefonia mobile da Wind 10 a Wind 12, che mi avete notificato nei giorni passati. Le clausole del contratto che consentono questi aumenti da parte vostra sono vessatorie e quindi nulle.
Nello specifico:
1 – nel contratto (artt. 2.4 e 3.3) sono vessatorie le clausole che prevedono modifiche contrattuali e di servizio. Il Codice al Consumo (d.l. 206/2005, articolo 33, comma 2, lettera m) individua come vessatorie quelle condizioni che consentono “al professionista di modificare unilateralmente le clausole del contratto, ovvero le caratteristiche del prodotto o del servizio da fornire, senza un giustificato motivo indicato nel contratto stesso“. Giustificato motivo che non compare nel vostro contratto e neppure nel messaggio con cui me ne avete dato comunicazione.
2 – Il vostro comportamento determina a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto (articolo 33, comma 1 del Codice del Consumo).
3 – L’art. 2.4 del contratto e’ illegittimo perche’ viola anche il Codice delle Comunicazioni elettroniche (dl 259/2003, articolo70 comma 4). Vi si legge:
“WIND proporra’ al Cliente eventuali modifiche del Contratto tramite comunicazione scritta nella fattura successiva o con altro mezzo”. Questo presuppone che voi possiate modificare le condizioni generali (ed anche le tariffe), salvo comunicarlo uno o piu’ mesi dopo in fattura: l’utente -anche recedendo senza penali- si troverebbe di fronte ad uno o piu’ mesi di fatture maggiorate e gia’ pagate. La legge, invece, dice che gli aumenti devono essere comunicati almeno un mese prima del loro avvio, si’ da dare all’utente la possibilita’ di recedervi.

Si intima
pertanto, di non procedere a questa rimodulazione, dandomene comunicazione entro e non oltre 15 gg dal ricevimento della presente raccomandata, con l’avviso che in difetto si adiranno le vie legali, onde ottenere quanto richiesto nonche’ la rifusione del danno subito.

Distinti saluti,

(firma)

Wind 12? No grazie! marzo 30, 2007

Posted by gughi in diritto, telefonia, Wind.
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Wind non si arrende e scrive un nuovo capitolo della serie “Fatta la legge…”

Ma ripercorriamo brevemente tutte le tappe della vicenda Wind vs consumatori.

2.3.2007. Alla vigilia dell’entrata in vigore del D.L. Bersani sull’abolizione dei costi di ricarica, Wind rende noto che:

  • imporrà agli utenti di cambiare il vecchio profilo tariffario con uno nuovo di zecca (più costoso) per poter usufruire dell’azzeramento dei costi di ricarica. Chi non si adeguerà continuerà a pagare l’odiato costo fisso anche se utilizzarà le nuove ricariche;

  • abolirà i tagli piccoli di ricarica, obbligando il cliente a a “fare il pieno ad ogni rifornimento”.

6.3.2007. Wind, bacchettata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, si adegua al D.L. N. 7/2007 abolendo i costi di ricarica a tutti i clienti.

19.3.2007. Wind ritocca verso l’alto i suoi piani tariffari. In particolare, la tariffa Wind 10, viene tramutata in Wind 12, con uno scatto alla risposta di 16 €/cents in luogo dei precedenti 15 €./cents. Il gestore si affretta a dichiarare che i mutamenti tariffari si applicheranno solo alle nuove attivazioni. Sblogghiamo invita tutti a tenere gli occhi aperti.

22.3.2007. Ai vecchi utenti Wind con tariffa Wind 10 arriva un sms con questo testo:

“Gentile Cliente, dal 01/05/07 il suo piano tariffario Wind 10 diventera’ Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158″

Gli operatori del call center spiegano a tutti i clienti che si tratta di una “rimodulazione” del contratto e che è tutto regolare, previsto dalla Carta dei servizi all’articolo 2.4, secondo la quale Wind è tenuta a comunicare “modifiche della condizioni economiche e tecniche per l’effettuazione dei servizi, con almeno 30 (trenta) giorni di anticipo rispetto alla data di applicazione”.

23.3.2007. L’Aduc emette un comunicato stampa dichiarando (come avevo già preannunciato io, ma anche Punto Informatico e Andrea D’Ambra ) che la rimodulazione da Wind 10 a Wind 12 è illegittima e vessatoria ed indirizzando un esposto all’Agcom.

28.3.2007. Nasce un blog dal nome emblematico: “Wind 12? No grazie” che invita tutti i clienti Wind a protestare contro la rimodulazione, a non cambiare piano tariffario almeno fino alla fine del mese di marzo e a non accettare offerte di nuovi prodotti da parte del proprio operatore o di altri concorrenti.

Potete scommettere che questa non sarà l’ultima puntata e che presto ci saranno novità. Restate sintonizzati…

Entro fine 2007 Poste Italiane entrerà nella telefonia marzo 27, 2007

Posted by gughi in telefonia.
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La notizia è stata ufficializzata ieri dall’amministratore delegato Massimo Sarmi: Poste Italiane entro l’anno entrerà nel business della telefonia mobile. L’obiettivo prefissato è ambizioso: 2 milioni di clienti entro il 2011.

La strategia dell’azienda è presto detta: entrare nel mondo della telefonia mobile come operatore virtuale, cioè da una parte utilizzando le infrastrutture di rete di un altro operatore già presente sul mercato e dall’altra sfruttando i propri punti di forza, quali la capilarità della rete, l’ampia base di clienti ed il brand riconosciuto. Ciò permetterà al futuro operatore di scendere in campo con investimenti esigui e, si spera, con tariffe e servizi concorrenziali. Le alleanze sono ancora da stringere, quindi non si sa ancora a quale gestore si “poggerà” il nascente operatore di telefonia mobile targato Poste Italiane. Si parla di Vodafone, che avrebbe dato la propria disponibilità, ma al momento sono solo illazioni. I piani tariffari saranno articolati ed i servizi innovativi: ci saranno tariffe per giovani, famiglie, stranieri e professionisti. Con la nuova sim delle Poste si potranno inviare telegrammi, pagare bollettini e vaglia postali, spedire cartoline via MMS (che verranno ricevute in formato cartaceo), ma anche lettere e raccomandate.

Wind, continui tentativi di aggirare le regole marzo 19, 2007

Posted by gughi in telefonia, Wind.
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Avevo evidentemente ragione quando mettevo in guardia i consumatori dai tentativi dei gestori di telefonia mobile di eludere il decreto Bersani sull’abolizione dei costi ricarica. O, almeno, alla luce della notizia di oggi, avevo parzialmente ragione: Wind, ancora lei, ha ritoccato i suoi piani tariffari in alto, evidentemente per rientrare delle presumibili perdite che deriveranno dal D.L. N. 7/2007.

La strategia del gestore arancione è chiara. Ogni utente deve fruttare un tot e Wind è disposta a tutto pur di raggiungere l’obiettivo: anche a cambiare le condizioni contrattuali in corsa. Non parlo a caso di contratto, in quanto anche i titolari di una carta ricaricabile instaurano con il gestore un rapporto contrattuale, con condizioni ben precise, sottoscritte al momento dell’acquisto della scheda. Condizioni che non possono in alcun modo essere unilateralmente modificate.

Non è ancora ben chiaro quali utenti saranno destinatari dei ritocchi verso l’alto delle tariffe. Il gestore dichiara che i mutamenti tariffari si applicheranno solo alle nuove attivazioni. Ma voglio essere molto chiaro su questo punto: se Wind modificasse la tariffa “Wind 10” in “Wind 12” alzando anche il costo dello scatto alla risposta da 15 e/cents a 16 e/cents ai nuovi clienti commetterebbe una lecita scorrettezza nei confronti dei nuovi clienti, creando una ingiusta discriminazione tra vecchi e nuovi utenti. Ma se portasse avanti questa operazione anche nei confronti dei suoi vecchi clienti commetterebbe un abuso contrattuale. Vigilare è un obbligo.

Limitato l’uso dei telefonini a scuola: finalmente! marzo 16, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, telefonia.
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divieto telefonini in classe

Dopo i recenti ed inquietanti fatti verificatisi all’interno delle strutture scolastiche, il ministro dell’istruzione Fioroni ha deciso di correre ai ripari e di dettare le nuove linee guida sull’uso dei cellulari a scuola.

I telefonini degli studenti e dei professori durante le lezioni dovranno essere spenti o privi di suoneria. Sarà vietato inoltrare e ricevere chiamate o digitare sms. I docenti potranno, in mancanza, ritirare temporaneamente gli apparati e restituirli al termine della lezione o, qualora necessario, in presenza dei genitori.

Il ministro Fioroni in conferenza stampa ha dichiarato:

“Le linee di indirizzo scaturiscono dalla necessità di rendere cogente nel più breve tempo possibile il divieto dell’uso del telefonino nelle classi e la possibilità da parte dei docenti di ritirarli fino al termine delle lezioni. Il divieto dell’uso del cellulare durante le lezioni è già normato, ma ora diventa cogente da subito.”

ERA ORA!

Telefonia: finalmente più semplici i passaggi tra operatori marzo 12, 2007

Posted by gughi in telefonia.
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unbundling

Tempi migliori per i consumatori nel ramo della telefonia fissa e mobile. Dopo il colpaccio dell’azzeramento dei costi di ricarica e la speranza di abolizione dello scatto alla risposta nella telefonia mobile, arrivano le buone notizie anche sul fronte della telefonia fissa e di internet.

Finalmente passare da un operatore alternativo a Telecom ad un altro sarà possibile, senza la necessità di passare nuovamente per il gestore ex monopolista. Era un’altra delle inspiegabili anomalie tutte italiane, il trionfo della burocrazia sulla libera concorrenza. La soluzione era a portata di mano, il classico “uovo di Colombo”, ma nessuno l’applicava. Fino a quando l’Autorità Garante delle Comunicazioni ha predisposto la nuova procedura. In futuro Telecom Italia coordinerà tecnicamente la procedura di passaggio e la richiesta andrà indirizzata al nuovo operatore, senza doversi più preoccupare di dare tempestiva disdetta al precedente. Il precedente gestore dovrà entro 20 giorni (5 giorni se è Telecom Italia) liberare la linea e renderla disponibile al nuovo operatore. La procedura verrà, pertanto, gestita dal gestore subentrante, con ovvie benefiche ripercussioni sui tempi di evasione della pratica. Il nuovo operatore avrà l’interesse ad accelerare le procedure di passaggio e ciò determinerà transizioni fluide ed indolori per il cliente. Una procedura del genere si applicherà anche per i trasferimenti tra gestori che forniscono il servizio ADSL. Anche in questo caso, niente più disdetta al precedente operatore e scongiurato il pericolo di occupazione della portante da parte dello stesso, con conseguente impossibilità di stipulare altro contratto con un operatore concorrente. La tempistica in questo caso è ancora da definire ma la speranza di non vedere più utenti impossibilitati a navigare in internet perchè “prigionieri” del precedente operatore è ormai concreta.

Resta il problema dei passaggi tra gestori di telefonia mobile. Mi sono giunte voci di attese superiori ai 6 mesi per passare da Tim a Tre o da Tim a Vodafone!