jump to navigation

Diffide agli utenti P2P giugno 10, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, informatica e dintorni, internet, p2p.
add a comment

Una nuova strategia di informazione e repressione prevede l’invio di massimo tre lettere di “cease and desist” ai pirati informatici segnalati dalla BPI in UK. Dopo le lettere, qualora continuassero le infrazioni, arriverebbe l’interruzione di servizio

Leggi tutta la notizia.

Peppermint, il Garante si schiera con gli utenti P2P marzo 16, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, informatica e dintorni, p2p.
add a comment

Non si possono spiare gli utenti che si scambiano file di musica o giochi sulle reti P2p. Lo ha stabilito il Garante per la privacy che ha chiuso l’istruttoria sul caso Peppermint, la casa discografica che per bloccare lo scambio illegale di file aveva monitorato in modo sistematico gli utenti individuando i loro indirizzi Ip. Tra gli utenti monitorati anche molti italiani. La Peppermint e la Techland, produttrice di videogiochi, avevano utilizzato una società informatica svizzera per il monitoraggio.

Nel provvedimento del Garante, di cui è stato relatore Mauro Paissan, è stata richiamata la direttiva europea sulle comunicazioni elettroniche che vieta ai privati di poter effettuare monitoraggi, ossia trattamenti di dati massivi, capillari e prolungati nei riguardi di un numero elevato di soggetti. Violato secondo il Garante anche il principio di finalità: le reti P2P sono finalizzate allo scambio tra utenti di dati e file per scopi personali. Inoltre i dati erano stati raccolta ad insaputa degli utenti, pratica che ha violato i principi di trasparenza e correttezza. La Peppermint dovrà cancellare tutti i dati raccolti entro il 31 marzo.

Fonte: Il Messaggero.it

In Francia i pirati rimarranno senza internet novembre 26, 2007

Posted by gughi in informatica e dintorni, internet, p2p.
add a comment

Questi sono gli intenti del nuovo accordo tra governo, ISP e società discografiche e cinematografiche.

Lasciare i pirati senza connessione internet per impedir loro di utilizzare le reti p2p in modo illegale, cioè condividendo opere di cui non detengono i diritti.

Ecco come funzionerà: gli ISP manderanno un messaggio d’avvertimento ai loro clienti sorpresi a scaricare file posti illegalmente in condivisione. Qualora il messaggio venga ignorato per tre volte consecutive, la connessione a Internet verrà tolta e l’account sospeso o chiuso. Per individuare gli utenti a cui inviare i messaggi sarà costituita un’autorità indipendente, presieduta un giudice.

I produttori di musica, film e altri prodotti d’intrattenimento, dal canto loro, si impegneranno a rendere disponibili i lo prodotti per il download legale in tempi molto più brevi rispetto a quanto succede ora.

Associazioni di consumatori e alcuni esponenti uomini politici sono pronti ad osteggiare questo provvedimento, considerandolo “potenzialmente distruttivo per la libertà, antieconomico e contro la storia digitale”.

Staremo a vedere.

Fonte: ZeusNews.

Utenti p2p – Peppermint: 1-0 luglio 19, 2007

Posted by gughi in diritto, informatica e dintorni, internet, p2p.
add a comment

La prima battaglia tra la casa discografica tedesca Peppermint e gli utenti della rete si è conclusa in favore di questi ultimi. Come ricorderete la Peppermint aveva inoltrato una richiesta di risarcimento danni a migliaia di utenti p2p italiani, colpevoli di aver scaricato e condiviso brani protetti da copyright.

Successivamente aveva proposto ricorsi presso il Tribunale di Roma dei ricorsi contro Telecom Italia e Wind allo scopo di costringere i gestori telefonici a rendere noti gli indirizzi fisici di cittadini italiani, allo scopo di perseguirli (per non dire perseguitarli).

Ebbene ieri ZeusNews ha diffuso la notizia secondo cui i giudici del Tribunale di Roma Paolo Costa e Antonella Izzo hanno rigettato i ricorsi presentanti dalle società Peppermint e Techland nei confronti dei gestori telefonici.

La mia posizione sul punto è ben nota e non occorre ribadirla in questa sede. Prendiamo atto di questa prima vittoria, nella consapevolezza che la battaglia sarà lunga e dura. Molti altri ricorsi sono ancora pendenti. Speriamo che questa prima sentenza favorevole ai consumatori possa pesare sulle pronunce future.

L’intimidazione delle major agli utenti p2p Mag 9, 2007

Posted by gughi in diritto, informatica e dintorni, internet, p2p.
1 comment so far

I fatti sono conosciuti dalla maggior parte degli utenti della rete. Poco meno di 4000 italiani utilizzatori di programmi p2p sono stati raggiunti da una richiesta di pagamento da parte di una casa discografica tedesca, per aver posto in condivisione un brano di Mousse T in violazione dei diritti di copyright.

La Peppermint (questo è il nome della casa discografica) ha dapprima individuato gli IP degli utenti condivisori, poi ha obbligato i gestori di servizi internet italiani, tramite un ricorso depositato presso il Tribunale di Roma, a rivelarne l’identità.

Infine ha indirizzato a ciascun utente, tramite uno studio legale, una raccomandata di diffida, intimando la cancellazione del file dal proprio disco fisso ed il pagamento di 330 €. per evitare azioni in giudizio.

Voglio dire senza mezzi termini che considero l’atteggiamento di questa casa discografica censurabile almeno quanto quello di coloro che hanno illegalmente condiviso il brano in questione. Questa richiesta di soldi in cambio del silenzio è offensiva nei confronti degli italiani e mi pare equiparabile alla richiesta di pagamento di un pizzo in cambio di protezione. Evidentemente i tedeschi hanno una considerazione talmente bassa di noi italiani da sentirsi autorizzati a riservarci un trattamento simile.

Se veramente la Peppermint ritiene giusto e opportuno agire in giudizio nei confronti di chi ha illegittimamente detenuto e condiviso il brano di Mousse T, eserciti senza indugio le sue azioni senza permettersi insulti simili. Gli italiani non si faranno intimidire e sapranno difendersi!

Ma allora scaricare e condividere è legale? gennaio 22, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, informatica e dintorni, internet, p2p.
2 comments

Questa è la domanda del momento e da più parti arrivano risposte rassicuranti a seguito della sentenza pronunciata dalla Cassazione il 9 gennaio 2007. Con questa decisione la Suprema Corte sembrerebbe aver dato la sua “benedizione” a tutti coloro che sfruttano a piena banda la loro connessione veloce per scaricare e condividere file protetti da copyright. Ebbene, voglio subito chiarire che secondo me non è così!

Ma vediamo perchè: intanto la Cassazione si è pronunciata su un caso parecchio datato, risalente a 1999, epoca in cui la normativa in materia era molto più permissiva. Da allora si sono succedute leggi sempre più severe fino ad arrivare alla disastrosa normativa finale, la Legge Urbani che, giova ricordarlo, è tuttora in vigore. Quindi molto probabilmente, se la Corte di Cassazione si fosse pronunciata sullo stesso caso, dovendo applicare la Legge Urbani, probabilmente a quest’ora i due studenti non starebbero a festeggiare. Infatti il presupposto della sentenza a loro favorevole risiede nel fatto che, all’epoca dei fatti, i giovani allestirono il server ftp all’interno dell’Università per condividere files senza ricavarne un lucro. “Ma è esattamente ciò che fanno tutti coloro che utilizzano il peer-to-peer!”, mi direte voi. Peccato (o per fortuna, dipende dai punti di vista) che la Legge Urbani abbia parificato “lo scopo di lucro” con “lo scopo di profitto”, equiparando, di fatto, la posizione di chi scarica, duplica e rivende a quella di chi scarica, ascolta o guarda (quindi trae profitto) e condivide.

Occorre inoltre ricordare che ai due studenti torinesi, come già ricordato, avevano allestito un server ftp, attraverso il quale mettevano files a disposizione di altri colleghi. Tutt’altra è la situazione di chi utilizza il pee-to-peer. Il principio di funzionamento di questi software è quello del download simultaneo all’upload. Non è possibile scindere le due fasi, con la conseguenza che, se anche se l’ipotetico utente connesso alla rete sta scaricando un file senza metterne altri in condivisione, sarà ugualmente perseguibile penalmente in quanto, se da un lato sta scaricando porzioni di file, dall’altro sta condividendo altre porzioni del medesimo file.

Pertanto, in conclusione, ritengo di dover smorzare questo entusiasmo diffuso dai media sulla reale portata della ormai celebre sentenza della Cassazione.

Scaricare e condividere files è ancora reato!

Scaricare files senza condividere è un illecito amministrativo!