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Spam telefonico, il Garante interviene settembre 4, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, privacy.
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Molte delle telefonate che giungono nelle case degli italiani sono indesiderate, e gran parte sono generate da call center che utilizzano fornitissimi elenchi di numeri telefonici, da tempestare a ritmi forsennati per proporre nuovi contratti di ogni genere. Un business spesso illegale: il Garante per la privacy è intervenuto nelle scorse ore per bloccare le attività di alcune società specializzate. Leggi…

Fonte: Punto informatico

La carta GS spia nel tuo carrello giugno 3, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, privacy, uncategorized.
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Il Garante per la protezione dei dati personali ha reso noto di aver applicato una sanzione (di 54mila euro) al Gruppo GS per aver utilizzato i dati raccolti delle fidelity card offerte ai clienti per ‘spiare’ il contenuto dei carrelli di spesa e realizzare un profilo consumatori al fine di inviare loro campagne promozionali (per posta, e mail o sms) mirate.

L’Autorità ha inoltre previsto l’inutilizzabilità di tali dati da parte della Società ‘rea’ di non aver fornito idonea informazione alla clientela in merito all’uso che avrebbe fatto dei dati forniti al momento dell’adesione a un programma di fidelizzazione.

Secondo il Garante, tale pratica è in contrasto con le disposizioni del Codice privacy che riconoscono al cliente il diritto di avere la fidelity card senza essere obbligato a dare il consenso anche per altri trattamenti e di poter liberamente autorizzare ogni singolo uso dei propri dati.

Fonte: Studiocataldi.

Monnezza, fioccano le richieste di risarcimento giugno 3, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, emergenza rifiuti.
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A seguito della pronuncia di sentenze pilota da parte di alcuni Giudici di Pace (di Napoli ma anche della provincia) i consumatori sono scatenati. Per i prossimi mesi si prevedono migliaia di richieste di risarcimento danni nei confronti dei Comuni afflitti dall’emergenza rifiuti, nonchè nei confronti del Commissariato per l’Emergenza rifiuti e delle società concessionarie per la raccolta.

Le sentenze già pronunciate hanno condannato in solido i convenuti a pagare risarcimenti compresi tra i 750,00 ed i 1000,00 euro, con condanna al pagamento delle spese di causa.

Ma questa non sarà l’unica iniziativa. Altre azioni saranno condotte allo scopo di ottenere il rimborso della tassa più iniqua di’Italia, la TARSU, Tassa per lo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani, di cui si prevede anche il beffardo aumento del 30%.

Insomma, la telenovela dei rifiuti in Campania a quanto pare durerà ancora parecchio e si sposterà dalle strade (speriamo presto) alle aule giudiziarie. Ne vedremo delle belle.

Fonte: Studio Legale Santella.

E’ reato rinfacciare l’insoddisfazione sessuale maggio 26, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, Cassazione, curiosità, diritto.
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Mai dire a qualcuno che è “insoddisfatto sessualmente“. Rinfacciare, infatti, questa frustrazione, dice la Cassazione, è un reato perseguibile penalmente per una duplice ragione:

  • perché è “lesivo” della reputazione dell’offeso;
  • perché provoca “dileggio” nei confronti della persona insoddisfatta.

Applicando questo principio, la Quinta sezione penale ha convalidato la condanna per ingiuria continuata ad un 49enne fiorentino, Marco T., denunciato da un’amica, Barbara M., che in un paio di occasioni (nel novembre del 2003 e nel gennaio dell’anno successivo), in seguito ad una litigata, le aveva rinfacciato, “in maniera certamente inurbana“, annota piazza Cavour, di avere frustrazioni sessuali.
Nel dettaglio, si legge nella sentenza 20612 che Marco aveva detto a Barbara: “sei insoddisfatta sessualmente perché tuo marito non ti soddisfa, cercati un altro…“.
Immediata la denuncia della donna che si era sentita ferita e la condanna a mille euro di multa per ingiuria continuata nei confronti di Marco T. da parte del Tribunale di Firenze – sezione distaccata di Pontassieve – nel novembre 2006.
Inutilmente l’uomo ha tentato di cancellare la multa, sostenendo tra l’altro che l’avere rinfacciato all’amica di non essere soddisfatta sotto le lenzuola poteva essere tutt’al più “lesivo della reputazione del marito” e non anche ingiurioso nei confronti della donna.
La Suprema Corte ha respinto il ricorso e, giudicando la questione “manifestamente infondata“, ha evidenziato che “rivolgersi ad una persona rinfacciandole difetti fisici o psichici dei coniugi comporta dileggio anche per essa“.
L’avere rinfacciato la frustrazione sessuale, a Marco T., oltre alla multa, costerà anche una ulteriore spesa di 1580 euro, la somma da rifondere all’amica per le spese processuali sostenute in Cassazione.

Fonte: Studiocataldi.

Indennizzo diretto abolito dal 1° marzo?! febbraio 22, 2008

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Questa è la bufala che ho sentito oggi in un’agenzia assicurativa della mia zona. Forse la loro era una speranza, visto che in quell’agenzia arrivano innumerevoli clienti vittime di sinistri che pretendono assistenza gratuita, limitandosi ad apporre una firma in calce ad un cid.

Purtroppo per loro l’indennizzo diretto, nonostante gli scarsi risultati conseguiti, è ancora in vigore e non credo che sarà abolito tanto presto.

Cassazione: la multa è valida anche se l’agente non firma novembre 5, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto.
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La Seconda Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. 22088/2007) ha stabilito che è valida la multa anche se manca la sottoscrizione autografa dell’agente accertatore.
I Giudici di Piazza Cavour hanno precisato che “i dati estrinsecati nello stesso contesto del documento consentono di accertare, “aliunde”, la sicura attribuibilità dell’atto a chi deve esserne l’autore secondo le norme positive” e che “in realtà, la funzione del verbale notificato al contravventore ha la funzione di portare a conoscenza del medesimo gli estremi della violazione: la validità della contestazione, quale che sia la forma usata, è condizionata unicamente dalla sua idoneità a garantire l’esercizio di detto diritto, al quale è preordinata, e solo la accertata inidoneità può essere causa di nullità del verbale e della successiva ordinanza-ingiunzione”.

Fonte: Studiocataldi.it.

Attenuanti allo stupratore perchè sardo ottobre 18, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto.
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Non è solo la giustizia italiana ad emettere sentenze molto discusse (o discutibili). E’ di questi giorni la notizia del giudice tedesco che ha riconosciuto delle attenuanti ad un uomo che, accusato di aver sequestrato, violentato, drogato e torturato la propria fidanzata nella convinzione che lei lo avesse tradito, è riuscito ad ottenere uno sconto di pena perché di origini sarde.

Lascio ai lettori ogni commento e posto il testo integrale della sentenza tratto da studiocataldi.it.

Tribunale di Buckeburg -Kls 205 Js 4268/05 (107/05).
Alla cancelleria Il 14.03.2006

SENTENZE IN NOME DEL POPOLO!

Nella causa penale contro Maurizio Pusceddu Nato il 19.07.1978 a Cagliari, Italia da ultimo residente Am Markt 8, 31655 Stadthagen Attualmente nel penitenziario giustiziario Sehnde,

cittadinanza: italiana

per: violenza carnale e a.

la grande sezione penale del Tribunale di Buckeburg nelle sedute del 23.11.2005, 01.12.2005, 22.12.2005, 12.01.2006, 13.01.2006, 20.01.2006 e 25.01.2006, alle quali hanno preso parte

il giudice presidente del Tribunale barone V. Hammerstein, come presidente; il giudice del tribunale Bugard, come giudice a latere; Eugen Meier Maik Schommerloh, come giudici popolari; procuratore di stato Hirt come funzionario della Procura di Stato; impiegata Brakhage come cancelliere della cancelleria

ha riconosciuto di diritto il 25 gennaio 2006:

C.P. che prescrive una pena non inferiore a 2 anni fino a 15 anni di reclusione per la violenza carnale. La sezione ha fatto uso della possibilita’ della attenuazione della pena a norma dei § § 21, 49 c.p. perche’ secondo gli accertamenti del perito Pallenberg non poteva essere esclusa nell’imputato una notevole diminuzione della facolta’ di controllo. Il limite della pena slitta percio’ a una pena da 6 mesi a 11 anni e 3 mesi di reclusione.

Per la misura della pena si e’ tenuto conto a favore dell’imputato che finora non si e’ fatto penalmente notare. E’ stato inoltre tenuto conto a suo favore che come cittadino italiano che deve vivere separato dalla sua famiglia e dalla sua cerchia di amici in patria, e’ particolarmente sensibile alla reclusione. Si doveva ancora tenere conto che i reati sono stati un efflusso di un esagerato pensiero di gelosia dell’imputato. In questo contesto si dovevano ancora tenere conto delle particolari impronte culturali ed etniche dell’imputato. E’ un sardo. Il quadro del ruolo dell’uomo e della donna, esistente nella sua patria, non puo’ certo valere come scusa, ma deve essere tenuto in considerazione come attenuante. Era infine da tenere in considerazione come attenuante che l’imputato ha fatto una confessione ad ogni modo in parti.

D’altra parte doveva essere tenuto conto in modo aggravante che l’imputato ad ogni modo per quanto riguarda il reato II 8 ha pianificato e agito in modo straordinariamente spietato. La parte lesa ha subito un trauma durevole a causa dei maltrattamenti a lei inflitti.

L’imputato ha vissuto fino in fondo le sue tendenze sadiche ed ha tormentato la parte lesa, che gli era devota e fisicamente di gran lunga piu’ debole, per un periodo di tempo di tre settimane., oltre alle lesioni personali e alle violenze carnali l’ha privata della sua dignita’ orinando su di lei, strofinando sul viso un assorbente pieno di sangue e poi deridendola anche verbalmente dopo il reato II 6 “che aspetto ributtante hai tesoro”. Non esito’ neppure a fotografare il risultato dei suoi maltrattamenti.

VII

La decisione sulle spese segue il § 465 C.P.P.

Il giudice presidente del tribunale von Hammerstein per assenza dal luogo e per ferie e’ impedito a firmare.

Ecco le nuove sanzioni del Codice della Strada settembre 21, 2007

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E’ infatti entrato in vigore lo scorso 4 agosto il nuovo decreto di modifica del Codice della strada, studiato per cercare di scoraggiare comportamenti scorretti al volante.
I neopatentati (ma solo per le patenti rilasciate dal 1 gennaio prossimo) non potranno guidare per i primi tre anni vetture con potenza superiore ai 50kw/t, pena una sanzione che passa da 70 a 148 euro.

E’ severamente punito l’eccesso di velocità:

  • per chi supera i limiti da 11 a 40km/h, multa da 148 euro 5 punti decurtati (anziché 2);
  • multa da 370 a 1.458 euro, taglio di 10 punti e patente sospesa da tre a sei mesi per chi supera da 40 a 60Km/h il limite;
  • gli eccessi di oltre 60 km/h vengono infine puniti con multe da 500 a 2.000 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da 6 a 12 mesi.

Linea dura anche sull’alcool:

  • per chi viene trovato alla guida con un tasso alcolemico da 0.5 a 0.8 grammi/litro ammenda da 500 a 2 mila euro, arresto fino a 1 mese e sospensione della patente da tre a sei mesi;
  • con un tasso alcolemico fra 0.8 a 1.5 g/l (6 bicchieri circa) multa da 800 a 3.200 euro, arresto fino a 3 mesi e sospensione della licenza di guida da 6 mesi a 1 anno.
  • superando il valore di 1.5 g/l si rischia di dover pagare fino a 6 mila euro, di essere arrestati fino a 1 anno e di vedersi sospendere la patente fino a 2 anni;
  • rifiutarsi di sottoporsi all’etilometro costa da 2.500 a 10 mila euro.

Attenzione anche ai telefonini: parlare senza auricolare può costare da 148 a 594 euro.

Fonte: 6sicuro.

Cassazione: Banca responsabile della clonazione del Bancomat settembre 10, 2007

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La Prima Sezione Civile della Corte di Cassazione (Sent. n. 13777/2007) ha stabilito che l’Istituto di Credito può essere ritenuto responsabile del malfunzionamento del Bancomat e dell’eventuale clonazione della carta da parte di terzi.
Gli Ermellini hanno infatti precisato che la banca deve sempre usare la massima diligenza nei confronti dei propri clienti adottando tutte le misure necessarie ad evitare manomissioni. Difatti, precisano i Giudici, “svolgendo attività professionale, la banca deve adempiere tutte le obbligazioni assunte nei confronti dei propri clienti con la diligenza particolarmente qualificata dell’accorto banchiere, non solo con riguardo all’attività di esecuzione di contratti bancari in senso stretto, ma anche in relazione ad ogni tipo di atto o di operazione oggettivamente esplicati”. Conseguentemente, precisa la Corte “la banca emittente della carta bancomat è responsabile, fino a prova contraria, dell’approntamento dei mezzi meccanici, della loro idoneità e del loro funzionamento e, comunque, degli errori dovuti a dolo o colpa grave”. Con questa decisione la Corte ha accolto il ricorso di una correntista che si era vista prima catturare il Bancomat a causa di un malfunzionamento del macchinario poi clonare la scheda e diminuire il conto di alcuni milioni di euro.

Fonte: Cristina Matricardi – studiocataldi.it.

Indennizzo diretto, gli avvocati ricorrono a Bruxelles luglio 28, 2007

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Gli avvocati dell’A.Gi.For. non hanno dubbi: l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto è un passo indietro nella strada delle liberalizzazioni. L’associazione ha depositato presso la Commissione Europea un esposto con richiesta di avvio di una procedura d’infrazione contro lo Stato italiano per violazione dell’art. 4 della direttiva 2005/14/CE.

L’obbligatorietà dell’indennizzo diretto induce il danneggiato a rivolgere le pretese risarcitorie unicamente alla propria compagnia, sia nella fase stragiudiziale che in quella giudiziale, con una palese violazione del codice civile. Inoltre la nuova normativa viola il diritto di uguaglianza davanti alla legge, dato che le procedure variano a seconda che il danneggiato sia conducente, trasportato, pedone o ciclista.

L’avvocato Mauro Mazzoni fa notare inoltre che

“esiste una sentenza della Cassazione del 2005 che ha stabilito il diritto del cliente di farsi assistere da un legale di fiducia a spese dell’assicurazione, in base al principio della disparità dei mezzi tra la compagnia ed il danneggiato”.

“Inoltre un provvedimento che limita la scelta del danneggiato non può in alcun modo essere considerato a favore delle liberalizzazioni”.

Infine gli avvocati, concentrando la loro attenzione sulla direttiva 2005/14/CE, nella parte in cui dice:

“Gli stati membri affinchè le persone lese a seguito di un sinistro possano avvalersi dell’indennizzo diretto…”

rilevano che l’utilizzo del termine “possono” in luogo di “devono” chiarisce quale fosse la ratio della norma europea: garantire che in tutti gli stati membri fosse prevista la duplice procedura. Quindi l’Italia era già allineata alla direttiva in quanto già da tempo nel nostro paese era prevista la possibilità di chiedere il risarcimento alla propria compagnia oltre che alla compagnia di controparte. Paradossalmente, a seguito dell’entrata in vigore della nuova normativa, che prevede l’obbligatorietà dell’indennizzo diretto, l’Italia non è più allineata alle direttiva 2005/14/CE.