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Tophost: incompetenza, arroganza e maleducazione gennaio 31, 2008

Posted by gughi in hosting.
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Di loro si parla tanto in rete. Evidentemente ritengono che nel male o nel bene sia preferibile essere sulla bocca di tutti. Peccato che di loro si dice più male che bene.

Talvolta vengono fuori con iniziative discutibili, cose da dilettanti e sprovveduti che si tramutano in clamorosi autogol sotto il profilo del marketing e della comunicazione. Come quando, attaccati pubblicamente da alcuni blogger più o meno famosi che avevano avuto la sventura di mettersi nelle loro mani, hanno reagito inviando una lunga e pietosa newsletter a tutti i loro clienti, in cui gridavano al complotto organizzato dalla blogosfera e chiedevano di spargere qualche parola buona nel web ormai infestato di giudizi impietosi sul loro servizio di hosting.

Recentemente un’altra furbata: a tutti i clienti in scadenza offrono la possibilità di decidere quanto pagare il rinnovo del servizio, spiegando i motivi della scelta. Il tutto viene poi pubblicato sul loro blog. Inutile dire che molti si autopraticano lo sconto massimo possibile, a volte con le scuse più banali, altre volte adducendo come motivazione il pessimo servizio.

Questa nuova singolare iniziativa non sarà stata posta in essere per evitare una migrazione di massa verso altri lidi? Come a dire: “se ti pago quanto mi pare, resto con te, altrimenti grazie di tutto e arrivederci!”? E quanto peserà questa scelta sul loro bilancio?

La verità è che il servizio reso da Tophost è scadente. Siti defacciati, lentezza esasperate dei server, account sospesi per presunte violazioni delle norme di fornitura del servizio, pagine bianche all’apertura dei siti, grossi problemi di posta elettronica e, ciliegina sulla torta, assistenza penosa.

Ai ticket rispondono rimandandoti alle faq, se chiedi aiuto su uno script non funzionante ti rispondono che non sono tenuti a darti assistenza o, peggio, ti minacciano la sospensione del servizio. Tutto ciò, forse, perchè ritengono di darti già troppo per il prezzo che paghi. Senza sapere che esistono hosting gratuiti che danno quanto loro o più di loro, assistenza compresa, senza chiedere soldi. Ma di questo parleremo prossimamente.

State alla larga da Tophost. Non hanno il culto del cliente.

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Italia.it ha chiuso i battenti gennaio 24, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, informatica e dintorni, internet.
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Il portale costato ben 58 milioni di euro che avrebbe dovuto rappresentare il nostro paese nel mondo ha mestamente chiuso i battenti e rappresenta forse uno degli sprechi più eclatanti della nostra storia.
Ma, attenzione! Il vice premier Rutelli, dopo aver attribuito le responsabilità del flop del defunto portale al precedente governo (un po’ di sana polemica politica non guasta mai), ha annunciato il lancio di un nuovo sito più efficiente, accessibile e completo, destinato a perseguire gli obiettivi non ottenuti dal suo predecessore, ossia promuovere l’Italia turistica nel mondo.
Fonte: Uploadsblog.

American Gangster, dal 18 gennaio 2008 al cinema gennaio 20, 2008

Posted by gughi in cinema, prime visioni.
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Un film di Ridley Scott. Con Russell Crowe, Denzel Washington, Chiwetel Ejiofor, Cuba Gooding Jr., Josh Brolin, Ted Levine, Armand Assante, John Ortiz, John Hawkes, Ruby Dee. Genere Drammatico, colore 157 minuti. – Produzione USA 2007. – Distribuzione Universal Pictures.

Harlem, 1968. Frank Lucas, gangster nero e “ricercato”, ama la famiglia, prega in chiesa e fa la guardia a Bumpy Johnson, un “padrino” che accoglie le suppliche di Harlem e distribuisce tacchini il Giorno del Ringraziamento. Richie Roberts, detective ebreo e incorruttibile della contea di Essex, sta divorziando dalla moglie, ha dimenticato di dire le preghiere e dà la caccia ai malavitosi e ai distributori di tacchini. Alla morte di Johnson, Lucas, più moderno e manageriale del vecchio padrino, subentra nelle sue attività, elimina gli avversari e diventa in pochi anni un potente boss della droga. Scavalcando le famiglie mafiose e rifornendosi di eroina direttamente nel sud-est asiatico, Lucas accumula una fortuna e attira l’attenzione di Richie Roberts. I loro percorsi, opposti e paralleli, si incontreranno sotto il ring del match del secolo: Alì-Frazier. Soltanto uno resterà in piedi, vincendo ai punti.
Dentro una fotografia livida e bluastra, sotto un cielo che piove pioggia e neve, si fronteggiano due eserciti: da una parte i gangsters e i poliziotti corrotti della Unità Speciale della Narcotici, dall’altra gli agenti di Roberts, “puri” come l’eroina spacciata da Lucas. Da una parte il caos, dall’altra l’ordine.
Come nel Gladiatore la disposizione degli “eserciti” prima della battaglia esprime una diversa visione del mondo: la pianificazione di un dominio (controllare il mercato dell’eroina sulla 116ma strada) e la “rivolta” contro l’aggressione dei dominatori. Anche questa volta Ridley Scott ha l’urgenza di raccontare la storia di due antagonisti che, come accade spesso nel suo cinema, sono l’uno il doppio dell’altro: Frank e Richie come Commodo e Maximus, o più indietro nel tempo e nella filmografia del regista, come i cavalieri duellanti D’Hubert e Féraud. Due destini incrociati, due percorsi chiasmici: Frank scende nell’arena (o sale sul ring) per diventare protagonista e rivendicare per sé il “sogno americano” di Luther King, Richie, spettatore diligente, assiste alla sua rappresentazione su un palcoscenico diventato universale.
Ridley Scott si porta dietro dall’Europa e porta avanti negli States il progetto di cinema d’intrattenimento colto, di mainstream che si nutre di arte, di letteratura hard-boiled, di fumetto, di spot pubblicitari e di riviste di architettura. Mutuati i fendenti metallici dei Duellanti e del Gladiatore coi colpi sibilanti di pistole e fucili automatici, American Gangster è il tentativo di mostrare il microcosmo di Frank Lucas come la metafora di un macrocosmo: la società statunitense nata dalla violenza della frontiera, dallo sterminio degli indiani e dal lavoro schiavistico. Violenza che resta una costante di questa società. Siamo negli anni ’70 e la Storia irrompe nel film di Scott restituendo l’allucinazione del Vietnam, la temperatura del conflitto e gli interessi intorno al conflitto. Frank Lucas è un nero del Sud che costruisce una versione personale e anomala di una storia americana di successo, che sostituisce il “padre” al comando e che rappresenta l’ascesa di una generazione contro un’altra: vecchia-nuova America, vecchia-nuova “mafia” (Lucas acquisisce il modus operandi della struttura mafiosa, impiegando nel suo business i cinque fratelli e i tanti cugini). Lo stesso Frank subirà, nell’ultimo e significativo fotogramma, l’affiorare aggressivo della next generation, la generazione successiva rappresentata (ma disincarnata) dal rampante hip-pop. Il “sipario” del carcere si chiude dietro al vecchio criminale rigettato nell’arena per farsi vampirizzare dalle nuove orde di enfants terribles.
Russell Crowe e Denzel Washington sono Richie e Frank: corpi pesanti e massicci in contrasto coi volti in cui l’espressione passa per accenni lievissimi, per impercettibili increspature, per linee che si muovono appena colmando l’inquadratura senza muovere un muscolo. Attori senz’altro credo che il loro inarrivabile talento.
Dal 18 gennaio 2008 al cinema – Recensione: Mymovies.it

L’e-mail usa e getta Made in Italy gennaio 14, 2008

Posted by gughi in informatica e dintorni, internet, utility, web 2.0.
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Ultimamente usavo 10minutemail quando avevo bisogno di un indirizzo provvisorio per l’iscrizione a determinati forum o portali. Poi ho scoperto Tempmail.

Qual’è la particolarità di questo servizio? Intanto è italiano e questo già basta per preferirlo ad altri servizi analoghi.

In più c’è la possibilità di scegliere un indirizzo specifico in modo da ricordarlo meglio un domani quando, ad esempio, bisognerà fare il login su un sito che richiede come nome utente l’indirizzo di posta inserito in fase di registrazione.

Infine, il countdown che preecede la scadenza dell’e-mail temporanea è scandito a ritmo di un secondo per volta.

La durata è di 15 minuti e non 10. Provatelo.

winPenPack, il tuo PC in tasca gennaio 14, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, informatica e dintorni, utility, Windows.
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Una cosa che molti utilizzatori di pc hanno sempre desiderato è quella di poter ritrovare i propri software preferiti su tutte le proprie postazioni, abituali e occasionali. E magari anche di trovare i propri segnalibri per la navigazione e tutti gli account di posta, i documenti, le foto ecc. Naturalmente senza lasciare nessuna traccia del proprio passaggio sul pc utilizzato (informazioni del proprio account di posta, cronologia di navigazione, password salvate…).
Fino a qualche settimana fa io lo consideravo impossibile. Poi ho scoperto winPenPack.

WinPenPack è tutto quello che ho detto. Una suite completa di tutti i propri programmi preferiti si installa, o meglio si scompatta su un pen drive, preferibilmente di 2GB (minimo di 1GB), si porta in tasca ed, alla bisogna, si inserisce nella porta USB di un qualsiasi computer che abbia installato Windows.

Si lavora, si naviga, si riceve e si invia la posta. Al termine della sessione, tutto viene salvato sulla penna stessa senza che nel pc utilizzato o nel registro di sistema rimanga alcuna traccia delle operazioni svolte.

Unico neo, gira solo sotto Windows 😦

Ma dove ci si può procurare una meraviglia del genere? E soprattutto, quanto costa?
Non costa niente e si scarica qui.

Andate sul sito, scegliete la versione più adatta alle vostre esigenze (winPenPack Flash Essential, winPenPack Flash 1Gb, winPenPack Flash Game, winPenPack Flash School, winPenPack Flash Web, winPenPack Flash Personal ) e troverete una serie di utilissimi programmi, tutti con licenza OpenSource, da utilizzare dove vi pare ed in totale sicurezza.

Vi segnalo, infine, che winPenPack è ormai già una star televisiva. Recentemente se n’è parlato persino al TG1 😉

Rifiuti: la lettera di un mio conterraneo a Grillo gennaio 11, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, Beppe Grillo, emergenza rifiuti.
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Dato che abito più o meno nella stessa zona di Francesco, dato che condivido e confermo tutto ciò che egli ha scritto e che non avrei saputo renderlo meglio, riporto integralmente la lettera pubblicata oggi da Beppe Grillo sul suo blog.

Se non l’avete ancora letta sul blog di Beppe, leggetela qui e commentatela…

Egregio Sig. Grillo,
la ringrazio per aver dato spazio e iniziato a squarciare il pesante > telone nero che avvolge l’affaire MONNEZZA a Napoli e provincia. Noi che ci viviamo – o almeno tentiamo – assistiamo sgomenti alla ridda di voci, urla, prese di posizione, denunce ecc.: quelle facce da culo non hanno nemmeno il buon senso di stare zitte e vergognarsi . Tutti sapevano e tutti mentivano, opposizione e governo, il problema è vecchio di 20 anni e tutti ci hanno sguazzato guadagnandoci in voto di scambio, collusioni e tangenti. Sono mesi che abbiano l’immondizia in tutte le strade e grazie e Dio è inverno altrimenti saremmo tutti già morti di peste. Ma non le scrivo per la problematica immondizia, oggi lo fanno tutti, è di moda .. anni fa lo facevamo in pochi e i giornali cestinavano le ns lettere – anche La Repubblica di Napoli – perché non facevano notizia.
Le scrivo per un problema molto più serio e scandaloso che pochi hanno avuto il coraggio di affrontare e quasi nessuno di raccontare:in provincia di Napoli,come hanno fatto rilevare, da decenni l’immondizia si raccoglieva in grossi buchi a terra che poi venivano chiusi. Cosi’ è avvenuto per la discarica Pirucchi a Palma Campania, per la discarica La Fungaia a Ottaviano, per quella di Pianura, ad Acerra, a Casalnuovo, a Tufino, ecc., solo per citare le discariche c.d. – legali -, senza parlare delle centinaia di discariche e mini discariche abusive gestite direttamente dalla camorra. Ma lei crede che il vero affare sia stato quello di prendere la spazzatura della Regione Campania e di seppellirla in questi siti permessi e non? No, il vero affare è stato, e lo è ancora in parte, quello di seppellire migliaia di tonnellate di rifiuti tossici provenienti oltre che dalla Campania, dal Nord Italia e dalla Germania e dalla Svizzera.
Ancora oggi alcuni vecchi di Palma Campania – qualcuno ancora vivo per miracolo – ricorda di grossi camion ‘a forma di bottiglia‘ che di notte facevano la fila per scaricare. Scaricare cosa? Rifiuti tossici e pericolosi che continuano a esalare sostanze tumorali. Fino ad alcuni mesi fa , come associazione di consumatori, avevamo richiesto inutilmente alla locale ASL Napoli 4 – una delle peggiori iatture italiane – i dati dell’incidenza dei tumori in provincia di Napoli, soprattutto nel territorio di Acerra, Nola, Casalnuovo, Pomigliano e Vesuviano. Tali dati ci sono stati negati per anni sinchè, ufficialmente, si è ammesso che l’unica ASL di Italia in cui la curva di incidenza dei tumori è in controtendenza è quella dell’ASL Napoli 4 – ovvero del territorio interessato allo smaltimento selvaggio dei rifiuti. Dai dati pubblicati dall’ASL, scaturiva che l’incidenza dei tumori è in discesa su quasi tutto il territorio italiano con qualche punta di aumento in alcuni luoghi ben individuati : ebbene l’unica zona d’Italia in cui la curva di crescita era doppia rispetto ai periodi precedenti era quella del Territorio dell’ASL Napoli 4.
La notizia fu pubblicata a fine 2005, ma stranamente non ebbe seguito e tutti sembrano essersi dimenticati. In realtà le cose sono sensibilmente peggiorate, non vi è famiglia che non registri un caso di tumore nel territorio interessato: tumore ai polmoni, all’utero e alla mammella soprattutto con un incidenza superiore sulle donne rispetto agli uomini.Si tratta di una vera e propria strage con migliaia di morti e tanta, tanta sofferenza, solo nella strada dove abito sono decedute nel corso mese due donne, una di 40 anni e una di 52, altre 3 mie colleghe di lavoro di Nola – attorno ai 40 – sono in chemioterapia con prognosi infausta.
Non abbiamo bisogno di scomodare statistiche e/o indagini, noi ci viviamo in questo immondezzaio e ne paghiamo tutti i giorni le conseguenze. Siamo pantegane – a Napoli le chiamano ”è zoccole” – strisciamo tra l’immondizia, l’inciviltà, la camorra, il malaffare, la malapolitica cercando di sopravvivere, agurandoci che il prossimo ad essere colpito sia il vicino e non noi.” Francesco

Campania sempre più discarica d’italia gennaio 9, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, Beppe Grillo, emergenza rifiuti.
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Alla fine la Campania ce l’ha fatta. E’ sbarcata in prima serata, su tutti i tg nazionali e sulle prime pagine dei giornali. Perchè?

Facile… Per l’emergenza rifiuti! Ne avevo già parlato in passato ( qui, qui, qui, qui, qui e qui) e non volevo più parlarne. Anzi non ne voglio più parlare.

Ora che la “monnezza” campana è diventata un affare nazionale, i dibattiti si accavallano, la polemica politica impazza, si chiedono le teste dei responsabili, lo scaricabarile diventa sport nazionale (anzi regionale), si scomodano Polizia, Carabinieri in assetto antisommossa e Genio militare e ci si riempie la bocca di termini come inceneritore, termovalorizzatore, stoccaggio, siti, ecoballe e raccolta differenziata; ora che tutti parlano e dicono “l’avevo detto”, “l’avevo scritto”, “l’avevo previsto” io, che ne ho sempre parlato, voglio stare zitto.

O meglio, voglio chiedere qualcosa a chiunque sia in grado di rispondere:

1) Esiste qualche azienda pubblica o privata nel mondo, i cui dirigenti, a seguito di anni di gestione fallimentare, occupano ancora le loro poltrone?

2) Ora che nei dibattiti televisivi (da Ballarò a Porta a Porta) si parla di soluzioni al problema smaltimento dei rifiuti e che la psicosi delle discariche nei cittadini dilaga, non sarebbe stato il caso di invitare, oltre ai politici, anche medici, chimici e vulcanologi (o magari Beppe Grillo) capaci di spiegare il reale impatto ambientale di CDR, inceneritori e discariche?

Addio Netscape gennaio 3, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, informatica e dintorni, internet.
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Il 28 dicembre AOL ha annunciato ufficialmente l’interruzione del supporto per lo storico browser Netscape. Viene raccomandata a tutti gli utenti la migrazione a Firefox, suo fratello minore.
Fonte: blog HTML.