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Multati i call center per spam telefonico novembre 7, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, telefonia.
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Tutelare gli utenti telefonici. Questo l’obiettivo del Garante, che ha comminato a gestori di telefonia fissa e mobile sessanta sanzioni, riscuotendo già 260 mila euro.
Sono solo i primi risultati dei recenti interventi sull’operato dei call center. Il provvedimento riguarda illeciti trattamenti di dati personali per l’attivazione di servizi non richiesti, come cambi di operatore, linee Internet veloci, servizi aggiuntivi, e, in misura minore, telefonate pubblicitarie indesiderate. Le società telefoniche hanno preferito, in molti casi, chiudere subito il contenzioso attraverso il pagamento anticipato in misura ridotta, previsto per chi non intenda impugnare la contestazione della violazione.
“Prosegue in questo modo l’azione dell’Authority a tutela degli utenti che, numerosi, segnalano costi e disagi derivanti da un uso scorretto dei loro dati personali da parte dei call center dei principali gestori, Telecom, Tele2, Fastweb, Wind, Eutelia, Fiscali – si legge nel comunicato -. Nella maggior parte dei casi è stato sufficiente che chiunque, un figlio, un collaboratore di famiglia, rispondesse al telefono e senza dare alcun assenso a quanto veniva proposto, perché venissero attivati servizi mai richiesti con conseguenti fatturazioni di costi in bolletta, distacco, anche per alcuni mesi, della linea telefonica, attese per il passaggio ad un altro operatore. A volte non c’è stata neanche la telefonata e l’utente si è accorto di aver aderito a qualche nuova offerta solo al ricevimento della bolletta”.
Le sanzioni sono frutto dell’applicazione da parte del Garante dei provvedimenti con i quali aveva imposto ai gestori di interrompere comportamenti illeciti di dati. L’Autorità ha, infatti, effettuato una serie di ispezioni presso i call center. Dalle verifiche è emerso che la maggior parte di essi non informavano adeguatamente le persone contattate, a dispetto dell’obbligo di spiegare con la massima trasparenza agli utenti la provenienza dei dati e il loro uso. Per omessa o inidonea informativa il Codice privacy prevede una sanzione che va da tremila a diciottomila euro, che può essere aumentata sino al triplo a seconda delle condizioni economiche della società.

Fonte: Ago Press.