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Beppe Grillo spinge le liste civiche settembre 16, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, Beppe Grillo, politica ed economia.
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Ora il gioco si fa duro. Fin quando Beppe Grillo rimaneva nel “chiuso” dei suoi palazzetti e bacchettava politici, amministratori e centri di potere in pochi ci facevano caso. Tutti si sentivano al sicuro e credevano che quella sorta di santone avrebbe continuato ancora per qualche anno a sprizzare veleno al cospetto dei suoi seguaci per finire pian piano nel dimenticatoio.

Ma quanto il popolo del V-Day ha invaso le piazze e le strade d’Italia, quando il “santone” in persona ha fatto irruzione alla festa dell’Unità, attaccando “Prodi-Valium” e “Baffetto-D’Alema” e quando, infine, dal suo blog ha tracciato le linee guida per il futuro, invitando tutti i cittadini incensurati e sprovvisti di tessere di partito a costituirsi in gruppi e a creare liste civiche per riappropriarsi delle loro città, i politici hanno capito che era giunto il momento di preoccuparsi, di dare peso a questo fenomeno. Come belve ferite hanno iniziato a dimenarsi, a guaire e a ruggire. Hanno compreso che ora c’è un’altra categoria con cui confrontarsi, a cui rendere conto. Una categoria che fino a poco tempo fa era sfilacciata e demotivata ma che ora, grazie a Beppe, si è ricompattata e rappresenta la fetta più ampia del paese: quella degli apartitici, dei cittadini onesti e lavoratori, che sono al di fuori dei giochi che contano.

Ora, come detto in apertura, il gioco si fa duro. Ed in questo gioco duro anche Beppe deve fare attenzione. Potrebbe rimetterci, lasciarsi sfuggire di mano la situazione, cedendo alla tentazione di entrare in politica, sia pure come indipendente, apolitico e apartitico. A mio avviso sarebbe un errore. La sua grande credibilità attuale andrebbe perduta nel giro di pochi anni. Diventerebbe uno di loro. Mi auguro che questo non accada. Che Grillo porti avanti in modo sempre più incisivo le sue storiche battaglie, ma dall’esterno, come ha sempre fatto. Del resto, come egli stesso dice sempre, è solo un comico.

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Commenti»

1. Oscar Ferrari - settembre 17, 2007

Un estratto dal mio post sullo stesso argomento:

Requisito n.1 – essere incensurati.

Beppe, leggiti il Decreto Legislativo del 18 Agosto 2000 n. 267, Titolo III, Capo II, art. 58, scoprirai che la legge elettorale degli enti locali prevede già la non eleggibilità delle persone condannate per reati gravi. A meno che tu non voglia escludere dal voto passivo anche i neocriminali pizzicati dall´etilometro, nel migliore dei casi hai scoperto l´acqua calda.

Requisito n.2 – non essere iscritti ai partiti

Beppe, su nessun documento personale (patente, carta d´identità, tessera sanitaria, passaporto) viene indicato se il titolare è iscritto o meno a qualche partito politico. Quindi, per concedere il tuo marchio di qualità a chi lo richiedesse, è giocoforza pretendere che tutti i partiti ti forniscano di loro spontanea volontà le liste dei loro iscritti.


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