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Installare software pirata non è reato? marzo 12, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, informatica e dintorni, Windows.
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copyrightLa notizia è di oggi ed è di quelle bollenti: Il Tribunale di Lanciano ha assolto un imprenditore dall’accusa di duplicazione e detenzione abusiva di software coperto da licenza, sulla scorta del principio per cui la semplice detenzione o l’installazione di programmi copiati non configura il reato se non ne viene comprovata anche la finalizzazione richiesta dalla legge.

Il Tribunale ha ritenuto che per integrare gli estremi del reato è necessario che detenzione di copia contraffatta, duplicazione o installazione siano effettuati allo scopo di trarne profitto, mentre la semplice detenzione, mancando lo scopo di lucro, configura il solo illecito amministrativo previsto dall’articolo 174 ter della legge 633/41.

La sentenza a me pare discutibile. Si badi bene, ho detto discutibile e non incondivisibile e vi spiego anche il perchè:

  • intanto una singola pronuncia di un Tribunale ha un peso relativo e non costituisce certo una giurisprudenza consolidata. Qualunque altro Tribunale d’Italia, in un caso analogo, non sarebbe di certo tenuto ad uniformarsi all’orientamento del Tribunale di Lanciano. Ben altro peso avrebbe avuto una decisione del genere se fosse stata emessa da una giurisdizione di grado superiore;

  • passando al merito, non mi convince affatto la motivazione della decisione. Dato per scontato che le poche righe riportate da Zeusnews non sono sufficienti a giudicare la pronuncia e che solo il testo integrale delle sentenza potrebbero farci comprendere il ragionamento logico-giuridico che ha portato alla decisione finale, non si può negare, tuttavia, che un’azienda che produce beni o servizi avvalendosi, tra l’altro, anche di programmi pirata, trae indiscutibilmente un profitto dall’indebito utilizzo di quei software, se non altro perchè abbatte i costi di produzione, ricavando di più dalla vendita dei propri prodotti.

E’ pur vero che bisogna distinguere tra profitto e lucro, terminologie che senza dubbio integrano due modi diversi di avvantaggiarsi dell’uso di software senza pagare i costi di licenza. Ma, in ogni caso, non mi sento certo di consigliare ad aziende e professionisti di scaricare ed installare a cuor leggero software pirata, facendo affidamento sul peso giurisprudenziale della pronuncia di Lanciano. Potrebbero esserci in futuro decisioni di tutt’altro tenore. Le EULA (purtroppo) parlano chiaro: i professionisti e le aziende, almeno in linea di principio, non potrebbero utilizzare neanche programmi free.

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Commenti»

1. io - marzo 14, 2007

ma il fatto stesso di non aver pagato la licenza non è un guadagno?

2. gughi - marzo 14, 2007

appunto 😉


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