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Rifiuti Campania: emergenza finita? febbraio 21, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, emergenza rifiuti.
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A partire dal 18 febbraio 2007 nella mia cittadina ubicata in provincia di Napoli è ripartita la raccolta differenziata dei rifiuti. Manifesti in tutta la città, nuovi sacchetti distribuiti a tutte le famiglie (quasi tutte, io non li ho avuti), i parroci di tutte le chiese hanno diffuso la notizia, chiedendo massima collaborazione e fiducia.

Non posso nascondere una grande sensazione di sollievo. Veramente non se ne poteva più. Stare quattro mesi con i rifiuti che invadono le strade e le rimpiccioliscono non è cosa facilmente sopportabile e devo riconoscere che ai miei concittadini non è certo mancata la pazienza. Affrontiamo tutti con fiducia questo nuovo tentativo di entrare nel novero dei comuni italiani più virtuosi, pur in una realtà tormentata come quella della Regione Campania. Sperando che questa sia la volta buona. Fateci un “in bocca al lupo”.

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Commenti»

1. kondor - luglio 6, 2007

Sono uno studente universitario di vent’anni e da diciannove vivo a Casoria.
Molte delle riflessioni che ho letto in questa discussione da parte di altri abitanti della mia cittadina hanno rispecchiato perfettamente pensieri e mie personali osservazioni, sulla base delle quali ho spesso discusso in questo periodo con amici e parenti, riguardanti l’inimmaginabile degradazione civica, sociale, politica e soprattutto culturale in cui vessa Casoria.
La definizione che calzerebbe a pennello per la città di Casoria è, a mio modestissimo parere, un enorme centro commerciale a cielo aperto. Boutique e negozietti spuntano come funghi in ogni anfratto libero della già caotica selva stradale, quando passeggi a destra e a sinistra vedi solo casalinghe annoiate in giro senza far niente a guardare sbadigliando le vetrine luccicanti, nugoli di ragazzetti senza cervello ronzano attorno ai negozi di scarpe e di vestiti firmati attirati come gli orsi dal miele e magari senza chiedono alla madre che si sono trascinati dietro di fare un prestito per acquistare quella “stupenda” maglietta verde pistacchio con al centro la scritta cubitale “Versace” o “Armani”: si signori, perchè a Casoria, così come a Napoli la febbre del consumismo è così potente che la povera gente, pur di apparire come tutti gli altri e ostentare, con abiti sgargianti e automobili decapottabili, uno status inesistente, sono disposti anche a fare il digiuno per giorni e ad avere i frigoriferi vuoti andando di notte a raccattare tozzi di pane. A parte la forse gratuita drammatizzazione, signori, l’impressione che si ha ogni qual volta si passeggia lungo il corso principale di Casoria è di una decadenza umana dilagante. Voi mi direte che è la società odierna a rendere l’uomo vuoto, e vi do ragione, ma a Casoria, credetemi la decadenza umana tocca il punto di non ritorno.
Un paesino di 100000 abitanti le cui uniche manifestazioni popolari sono quelle religiose, con i parroci-guappi dei rioni in pompa magna davanti a tutti e il popolino umile e silenzioso che lo segue per le vie della città dove i passanti si meravigliano di quello strano e inusuale assembramento di persone. Un comune commissariato da circa un anno (se mi sbaglio vi prego riprendetemi) per infiltrazioni camorristiche, con un Municipio dalla mattina alla sera circondato da personaggi loschi con volti carcerari. Ed è proprio nelle vicinanze del Municipio che ultimamente, un mesetto fa, un giovane iscritto alla sezione comunale del partito di Rifondazione Comunista, nell’ambito, se non erro, di una piccola manifestazione di protesta contro l’emergenza rifiuti nell’interland napoletano e la criminalità organizzata immischiata in questo business da milioni di euro, è stato malmenato da alcuni giovani delinquenti accorsi con i propri motorini sul luogo della protesta. Ovviamente nessuno ha visto niente e nessuno ha preso provvedimenti.
Quanto accaduto mi ha gettato nello sconcerto: come si può pensare di poter cambiare questo tremendo status quo con manifestazioni e tentativi di trasformazione dal basso se poi quattro idioti arrivano e ti tappano la bocca a furia di colpi in faccia?
Io non sono un catastrofista, ho fiducia nel miglioramento della società, e so che se ci fosse un movimento sociale e politico, o quanto meno proveniente dalla società civile, un cambiamento in positivo ci possa essere, ma qui a Casoria IO MI SENTO SOLO, solo in una popolazione diffusa che non ha stimoli culturali (non ci sono luoghi di aggregazione nemmeno a pagarli, e l’unico passatempo delle decine di giovani scansafatiche è quello di gironzolare con i motorini senza meta), solo in un paese sporco, sia interiormente (con negozianti camorristi e vecchi accattoni, ladri e spacciatori sotto casa) sia fisicamente, con cumuli di immondizia che vengono prelevati dai compattatori in certe zone e rovesciati nelle zone periferiche dove il rischio di malattie respiratorie aumenta in modo allarmante ogni giorno che passa. A volte vorrei scendere di casa e gridare, denunciare tutte le cose malsane che giorno dopo giorno si perpetrano per le strade e fra i seggi del consiglio comunale (consiglieri che in vita mia non ho mai visto nè conosciuto nemmeno una volta), e prendere per le spalle tutte le centinaia di persone, scrollarle con tutta la frza che ho e far loro capire che noi non dobbiamo vivere in uno schifo tale, che possiamo migliorare le istituzioni se facciamo numero se facciamo sentire la nostra voce contro chi si arricchisce alle nostre spalle, contro chi non rispetta le regole del vivere civile, contro chi cerca sempre di danneggiare il bene pubblico per il bene privato. Qui a Casoria come a Napoli e in gran parte del sud Italia (si legga il libro del sociologo E.Banfield “Le basi morali di una società arretrata” del 1958) manca una senso civico, manca il sentimento di appartenenza alla cosa comune, secondo la logica per cui “ciò che è di tutti non è di nessuno e può essere danneggiato”. Ed è a causa di questo mancato senso civico, per riallacciarmi alla discussione di questo blog, che a Casoria e in tutta Campania c’è questa grave emergenza ambientale: la popolazione non viene educata dalle istituzioni a risparmiare, a riutilizzare, a riciclare e a rispettare l’ambiente, perchè tanto c’è chi se ne occupa. E invece no! Chi si occupa dei rifiuti in Campania sono le organizzazioni criminali che per fare quanti più soldi possibile aprono discariche illegali e fanno affluire rifiuti addirittura dal nord Italia, e chi ne paga le conseguenze è la salute e la sicurezza sanitaria dell’intera comunità: ma il denaro, evidentemente, ha la priorità su tutto, per i signori che ci governano e per quelli che gestiscono illegalmente i rifiuti. Ci vorrebbe una raccolta differenziata non solo di questi ultimi, ma anche dei primi.

2. ester - dicembre 11, 2007

bè, sono passati parecchi mesi da quanto questo argomento era sulle prime pagine di tutti i giornali. nello spazio http://www.buonpernoi.ning.com era stato postato, ad inizio estate, un video shock sulle condizioni in cui versava la campania. Ora come vanno le cose? visto che non se ne parla più..

3. ..:: Blog di UnUt ::.. - gennaio 5, 2008

Calderoli, Napoli e l’Emergenza Rifiuti

Napoli e L’emergenza Rifiuti: un problema decennale, UNO dei problemi decennali, che rendono Napoli un perfetto candidato ad essere uno stato a se stante insieme a tutta la Campania.

4. Flasco - ottobre 22, 2010

non si vuole fare il solito commento contro il meridione ,ma anche nella situazione rifiuti in Campania purtroppo si arriva a toccare questo tasto dolente.
Non si capisce perche’ nelle altre regioni funzioni piu’ o meno bene e la raccolta -smaltimento procede regolarmente.
Tutti hanno e avranno sempre di piu’ questo problema perche’ siamo noi che produciamo rifiuti.
Quindi i signiri Campani di quelle zone devono fare il mea culpa perche’ gli amministratori locali,sindaci ecc. li hanno voluti loro scegliendoli liberamente? con il voto popolare che si chiama ELEZIONI!!!!!
Quindi le conclusioni sono sotto gli occhi di tutti,non deve essere sempre lo stato ad intervenire con costi elevato che pesano su tutti gli italiani.


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