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Hai un tvfonino? Paga il canone RAI!! gennaio 29, 2007

Posted by gughi in diritto, radio e televisione, telefonia.
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Non si tratta di una provocazione ma di una realtà. I possessori di tvfonini e di computer sono tenuti al pagamento del Canone televisivo. Questa è la posizione ufficiale della Rai che si basa sulla normativa attualmente vigente in Italia.

Vediamo di capirci di più: quali sono i riferimenti normativi?

La Rai applica una delle più antiche leggi dello Stato, il Regio Decreto n. 246 del 21.2.1938, convertito il legge il 4.6.1938, sulla Disciplina degli abbonamenti alle radioaudizioni. Alcune modifiche sono arrivate con la Legge 103/1975 (Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva). Per finire c’è stata una pronuncia della Corte Costituzionale, la 284/2002, che ha definitivamente sancito l’obbligo di pagare il canone a carico del possessore di un apparecchio atto a ricevere i programmi televisivi. Quindi il Canone Rai è una tassa di possesso e, come tale, va pagato.

Il problema sorge nella interpretazione della norma originaria: “chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione della radioaudizioni è obbligato……”. Non si può certo dire che il Legislatore sia stato sprovveduto. In tempi non sospetti (1938) aveva già previsto il futuro avvento della mutimedialità e con quel termine (adattabile) ha esteso l’obbligo di pagamento dell’odiato balzello anche ai possessori di computer. Infatti un monitor, collegato ad un pc, è da considerarsi a tutti gli effetti come un apparecchio adattabile, dato che con un esiguo investimento per l’acquisto di una scheda tv, lo stesso diviene una vera e propria televisione. Senza contare che, con l’avvento della banda larga, le trasmissioni televisive sono recevibili anche tramite web. Ancor più senza scampo i possessori di tvfonini, i telefonini di ultima generazione, che essendo dotati di un sintonizzatore DVBH incorporato, rientrano senza alcun dubbio nella categoria degli apparecchi atti alla ricezione dei programmi televisivi. Ovviamente chi possiede televisore e tvfonino, o televisore e pc, sarà tenuto a pagare un solo canone.

Il concetto di adattabilità è, tuttavia, fortemente contestato dai consumatori, in quanto ragionando in questi termini, almeno in via teorica, anche un forno a microonde, opportunamente modificato, potrebbe ricevere programmi televisivi. Così come un computer obsoleto, utilizzato in ufficio solo per la videoscrittura. La risposta in questi casi è la seguente: gli apparecchi solo astrattamente adattabili non pagano il canone, se le modifiche necessarie sono eccessivamente onerose e, quindi, in concreto, sconvenienti. Insomma, nessuno sano di mente acquisterebbe un forno a microonde per guardarci la tv. Quindi la Rai in questo caso chiude un occhio e lascia correre, non applicando la legge.

C’è in ogni caso da sottolineare che la Rai non ha nessuna intenzione di perseguitare i cittadini, con una spietata caccia al tvfonino o al pc. Non ci sono e non ci saranno controlli a tappeto, tanto per intenderci. Certo, gli agenti incaricati dei controlli girano per l’Italia alla ricerca di cittadini non ancora abbonati e, visto che si tratta di cottimisti, i cui guadagni lievitano in base agli abbonamenti procacciati all’azienda, adottano tutti i possibili strumenti di pressione per far firmare ai cittadini cui fanno visita una dichiarazione di “possesso di un apparecchio televisivo”.

Senza voler creare eccessivi allarmismi o dare giudizi sulla necessità di mettersi in regola con il pagamento del Canone Rai, questo articolo ha avuto un solo scopo: chiarire il più possibile il controverso tema del canone televisivo, che tanti cittadini odiano e considerano ingiusto.

Del resto, chi ha sempre pagato l’abbonamento alla Rai, continuerà a farlo e chi non lo ha mai pagato, non si metterà certo in regola ora, per aver comprato l’ultimo modello di tvfonino.

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Commenti»

1. andrea - gennaio 30, 2007

Io in genere non sono noioso quando si tratta di pagare bollette e balzelli vari, ma il canone rai (che, ricordiamolo, è diventato tassa di possesso) proprio non lo sfango. E’ una di quelle cose che non capisco, che non ha più senso. Quando infatti pago qualsiasi tassa ne ho in cambio una contropartita (o almeno così dovrebbe essere); qualcuno mi può spiegare qual’è la contropartita del canone?

2. Uploads - febbraio 14, 2007

Articolo interessante, postato su http://www.uploads.wordpress.com
con relativo link.

3. Mario - maggio 16, 2007

vedere Pippo Baudo presentare San Remo (ti sembra poco?).


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