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Ma allora scaricare e condividere è legale? gennaio 22, 2007

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, informatica e dintorni, internet, p2p.
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Questa è la domanda del momento e da più parti arrivano risposte rassicuranti a seguito della sentenza pronunciata dalla Cassazione il 9 gennaio 2007. Con questa decisione la Suprema Corte sembrerebbe aver dato la sua “benedizione” a tutti coloro che sfruttano a piena banda la loro connessione veloce per scaricare e condividere file protetti da copyright. Ebbene, voglio subito chiarire che secondo me non è così!

Ma vediamo perchè: intanto la Cassazione si è pronunciata su un caso parecchio datato, risalente a 1999, epoca in cui la normativa in materia era molto più permissiva. Da allora si sono succedute leggi sempre più severe fino ad arrivare alla disastrosa normativa finale, la Legge Urbani che, giova ricordarlo, è tuttora in vigore. Quindi molto probabilmente, se la Corte di Cassazione si fosse pronunciata sullo stesso caso, dovendo applicare la Legge Urbani, probabilmente a quest’ora i due studenti non starebbero a festeggiare. Infatti il presupposto della sentenza a loro favorevole risiede nel fatto che, all’epoca dei fatti, i giovani allestirono il server ftp all’interno dell’Università per condividere files senza ricavarne un lucro. “Ma è esattamente ciò che fanno tutti coloro che utilizzano il peer-to-peer!”, mi direte voi. Peccato (o per fortuna, dipende dai punti di vista) che la Legge Urbani abbia parificato “lo scopo di lucro” con “lo scopo di profitto”, equiparando, di fatto, la posizione di chi scarica, duplica e rivende a quella di chi scarica, ascolta o guarda (quindi trae profitto) e condivide.

Occorre inoltre ricordare che ai due studenti torinesi, come già ricordato, avevano allestito un server ftp, attraverso il quale mettevano files a disposizione di altri colleghi. Tutt’altra è la situazione di chi utilizza il pee-to-peer. Il principio di funzionamento di questi software è quello del download simultaneo all’upload. Non è possibile scindere le due fasi, con la conseguenza che, se anche se l’ipotetico utente connesso alla rete sta scaricando un file senza metterne altri in condivisione, sarà ugualmente perseguibile penalmente in quanto, se da un lato sta scaricando porzioni di file, dall’altro sta condividendo altre porzioni del medesimo file.

Pertanto, in conclusione, ritengo di dover smorzare questo entusiasmo diffuso dai media sulla reale portata della ormai celebre sentenza della Cassazione.

Scaricare e condividere files è ancora reato!

Scaricare files senza condividere è un illecito amministrativo!

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Commenti»

1. andrea - gennaio 22, 2007

In effetti già stamattina anche molti miei colleghi di lavoro, seguaci dell'”eMulismo”, erano tutti contenti, e io che cercavo di spiegare loro che in realtà c’era poco da esultare.

In ogni caso, buona parte della colpa di questa falsa consapevolezza che dopo questa sentenza tutto sia concesso, è senz’altro da addebitare ai media tradizionali, i quali “lucrano” su queste notizie estrapolandole dal contesto in cui sono inserite e dando loro una sorta di patente di permissivismo che francamente risulta anche un pò stomachevole.

E vabbè, ce ne faremo una ragione.

2. gughi - gennaio 22, 2007

Proprio a proposito dei media, vorrei aggiungere una cosa. E’ possibile che giornali e televisioni, pur di dare la notizia bomba, finiscano per fare una sostanziale disinformazione?


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