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La privacy non esiste novembre 24, 2006

Posted by gughi in attualità e notizie.
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Sono ormai giunto a questa conclusione. La violazione della nostra riservatezza è sistematica e diffusa, tanto che più che parlare di pesante attacco alla privacy, mi chiedo se non sia il caso di parlare di tardiva ed ormai anacronistica difesa della stessa.

Pensateci: quando usiamo il telefonino (ma anche quando non lo usiamo, basta che sia acceso e collegato alla rete) si può conoscere con buona approssimazione il luogo in cui ci troviamo.

Quando utilizziamo l’antifurto satellitare, forniamo la nostra posizione in modo ancora più preciso, con un margine di errore di soli 100 metri.

La pratica delle intercettazioni telefoniche, autorizzata o meno, è molto più frequente di quanto pensiate. Un mio caro amico vive ormai perennemente intercettato, solo perchè ha avuto la sfortuna di parlare qualche volta tramite telefonino con persone indagate. Ci ha rimesso anche un paio di telefonini, dato che gli impulsi utilizzati per catturare le conversazioni, per leggere i suoi messaggi privati o, addirittura, per accendere il suo cellulare quando lo aveva spento, finivano col bruciare i circuiti interni dell’apparato.

I conti correnti dei lavoratori autonomi sono ormai sotto controllo e tutti i movimenti a debito ed a credito sono visualizzabili dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza (si spera solo da loro), senza la necessità di alcuna autorizzazione preventiva. Quindi l’imprenditore o il libero professionista deve accettare, come effetto collaterale della sacrosanta lotta all’evasione fiscale, che anche i movimenti di denaro non direttamente connessi alla loro attività finiscano sotto la lente d’ingrandimento del “Grande Fratello fiscale”.

Nelle intasate aule di giustizia italiane, capita spesso di discutere cause civili, aventi ad oggetto delicate situazioni familiari o personali, in presenza di centinaia di persone. Si pensi, tanto per fare un esempio, ai procedimenti per separazione personale dei coniugi.

Le città, le banche, gli uffici postali, i supermercati, gli ipermercati, i centri commerciali, i negozi sono spesso minuti di telecamere a circuito chiuso che ci riprendono mentre compiamo i nostri gesti quotidiani. Siamo ripresi mentre preleviamo la pensione, mentre paghiamo le bollette, mentre facciamo la spesa, cioè mentre svolgiamo tutte quelle attività che attengono esclusivamente alla nostra sfera privata.

La rete internet, meraviglioso strumento che ci permette di comunicare con il mondo intero in tempo reale, presenta anch’essa le sue controindicazioni sul versante della riservatezza. Quando navighiamo, lasciamo traccia dei siti che visitiamo e, soprattutto, i nostri dati personali memorizzati nell’hard disk del nostro pc sono teoricamente accessibili a qualunque malintenzionato che sia in grado di impossessarsi della macchina da remoto.

Paradossalmente però, proprio nel momento storico più buio per la privacy, si sente invocare da più parti la sua tutela. Troppo tardi. La privacy non esiste più.

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