jump to navigation

Il tapiro di Striscia ha compiuto 10 anni novembre 30, 2006

Posted by gughi in radio e televisione.
add a comment

Ieri il tapiro ha compiuto dieci anni e su “Studio Aperto” è andato in onda questo servizio celebrativo, contenente qualche storica consegna.

Ritengo che la banda di “Striscia” renda un importante servizio ai telespettatori e, per questo, il tapiro e Staffelli meritano gli auguri di sblogghiamo.

Godetevi il video

I monumenti all’inefficienza novembre 30, 2006

Posted by gughi in attualità e notizie, emergenza rifiuti.
1 comment so far

rifiuti.jpg

Questo blog non intende rinunciare a parlare dell’emergenza rifiuti in Campania. E’ passato un’altro mese dall’ultimo post in materia ed i “monumenti” sono tutti al loro posto più che mai. Troneggiano avanti a scuole e banche, le strade a due corsie si sono ristrette e le automobili a tratti viaggiano a senso unico laternato. Quello più preoccupa è che i cittadini sembrano essersi abituati. Non protestano più. Passano, guardano e tirano dritto, quasi la cosa non riguardasse loro. Gli studenti poi sono felici, fanno qualche giorno di “sega” a scuola.

L’altro giorno ho visto due addetti alla “raccolta differenziata” rovistare in una montagna di immondizia, alla ricerca di bottiglie e lattine. Era il giorno di raccolta di vetro ed alluminio… Ma più che scrupolosi lavoratori, sembravano barboni alla ricerca di qualcosa di commestibile.

Niente di nuovo, quindi. L’unica novità delle ultime ore è che alcuni sindaci dell’hinterland napoletano pare abbiano avanzato l’ipotesi di coinvolgere l’esercito per fronteggiare l’emergenza, liberare le strade e restituirci le nostre città. Siamo in guerra. Staremo a vedere.

La sanità in coma novembre 28, 2006

Posted by gughi in stranezze e curiosità.
add a comment

avviso.jpg
Questo cartello campeggia nella sala d’attesa di un presidio ospedaliero italiano. Come è facile intuire dal tenore dell’avviso, questi medici sono quotidianamente bombardati di raccomandazioni. Io veramente non so come commentare questo cartello.

Si sa che le liste d’attesa nei nostri ospedali sono spesso ingiustificatamente lunghe. Basti pensare al servizio andato in onda su “Le Iene Show” il 7 novembre 2006, relativo ai tempi di attesa per la rimozione di un’ingessatura in Campania.

Ma anche pensare a questi dipendenti che spacciano pazienti per parenti o amici (o magari lo sono, e sarebbe ancora più grave) per bypassare le liste…

Ormai siamo al “si salvi chi può”. Ogni strumento è buono per affrontare “l’emergenza sanità”. Ed ogni strumento è buono per affrontare “l’assalto dei pazienti”.

Mini HOWTO: importare i fonts di Windows in OpenOffice.org novembre 27, 2006

Posted by gughi in Debian, informatica e dintorni, Linux.
1 comment so far

Ci siamo trasferiti su www.sblogghiamo.net

Voglio fornire un aiuto a tutti coloro che hanno installato una distribuzione Linux basata su Debian e vogliono utilizzare i font di Windows in tutte le applicazioni Linux ed, in particolare, in OpenOffice.org writer, l’elaboratore di testi che fa parte della suite per l’ufficio preinstallata nel
sistema.

Premetto che su ogni sistema Debian (o basato su Debian) che ho utilizzato è stato sufficiente installare il pacchetto msttcorefonts, digitando, con i privilegi di root

apt-get install msttcorefonts

per ottenere immediatamente disponibili tutti i fonts comunemente utilizzati in Windows per tutte le applicazioni di Linux.

Nella malaugurata ipotesi che ciò non avvenga e non si possa fare a meno dei fonts di Windows quella che sto per descrivere è una procedura semplice ed efficace da seguire nel caso in cui sul nostro sistema sia presente una partizione Windows.

Innanzi tutto dobbiamo importare i fonts dalla partizione Windows, quindi creiamo una directory dove montare la nostra partizione Windows digitando da root

mkdir /mnt/Windows

Ora diciamo al sistema di montare automaticamente la partizone Windows all’avvio, editando il file fstab

gedit /etc/fstab

aggiungendo la seguente linea

/dev/hda1 /mnt/Windows ntfs users,rw,umask=000 0 0

oppure, nel caso che il filesystem del nostro sistema Windows sia FAT32, la seguente linea

/dev/hda1 /mnt/Windows vfat users,rw,umask=000 0 0

Ora dobbiamo copiare i font dalla cartella Windows (C:\Windows\fonts) in una cartella di Linux (es. /usr/share/fonts/truetype): digitiamo

cp /mnt/Windows/windows/Fonts/* /usr/share/fonts/truetype/

Ora apriamo il file manager Nautilus (dalla barra di avvio Applicazioni>Strumenti di sistema>Esplorazione file) e portiamoci nella directory usr/lib/openoffice/program.

Importiamo in OpenOffice.org i fonts eseguendo il file spadmin.bin cliccando su due volte.

Si aprirà la finestra gestione stampante

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Selezioniamo come Cartella sorgente

/usr/share/fonts/truetype/

che contiene i font importati da Windows ed aggiungiamoli tutti.

Ora i font truetype sono disponibili in OpenOffice.org ed in tutte le applicazioni.

Tim continua con le pubblicità ingannevoli novembre 26, 2006

Posted by gughi in telefonia, Tim.
2 comments

Ci siamo trasferiti su www.sblogghiamo.net

Nonostante le multe subite dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato Tim continua sulla stessa linea dell’ambuguità dei suoi spot pubblicitari. Evidentemente i soldi che incassano per “merito” di questi spot sono maggiori delle multe. Non trovo altra spiegazione a questa condotta. Questa volta l’inganno risiede nella pubblicità di “Tim Relax” che recita qualcosa del tipo “parli con tutti e non ci pensi più, e ti diamo anche il telefonino” a 15 € al mese.

Niente di più falso!

Infatti vado sul sito e comincio a capire

Non parli gratis, ma parli gratis SOLO per 240 minuti, superati i quali si applica “una tariffa a scatti di 25 € cent con scatto alla risposta di 16 € cent (valore del singolo scatto di 12.5 € cent)”.

Il telefonino non è gratis ma lo paghi 49 € + 5 € al mese per i due anni contrattuali. Ma anche sul sito l’inganno continua, perchè leggendo meglio, neanche i 240 minuti sono gratis, perchè ogni chiamata costa 16 € cent di scatto alla risposta. Ed in più ogni telefonata non deve superare 30 minuti. Infatti “… la tariffa agevolata, prevista per le chiamate sarà applicata fino ad un massimo 30 minuti per ogni chiamata, superato il quale verrà applicata la tariffa a scatti di 19 Eurocent al minuto”.

Poi il sito recita testualmente:

MA LE SORPRESE NON FINISCONO QUI:

  • La Tassa di Concessione Governativa te la paga TIM!”

Ed infatti, purtroppo, le sorprese (negative) non finiscono qui, perchè, contrariamente a quanto si potrebbe credere leggendo qui

l’importo della tassa viene rimborsato in traffico da consumare nel corso del mese successivo.

Una proposta al provocatoria al Garante: se ricorrono gli estremi, multiamo, oltre la Tim, anche De Sica e Laganà… Così, non trovando più testimonial per i loro spot, la smetteranno!

La privacy non esiste novembre 24, 2006

Posted by gughi in attualità e notizie.
add a comment

Sono ormai giunto a questa conclusione. La violazione della nostra riservatezza è sistematica e diffusa, tanto che più che parlare di pesante attacco alla privacy, mi chiedo se non sia il caso di parlare di tardiva ed ormai anacronistica difesa della stessa.

Pensateci: quando usiamo il telefonino (ma anche quando non lo usiamo, basta che sia acceso e collegato alla rete) si può conoscere con buona approssimazione il luogo in cui ci troviamo.

Quando utilizziamo l’antifurto satellitare, forniamo la nostra posizione in modo ancora più preciso, con un margine di errore di soli 100 metri.

La pratica delle intercettazioni telefoniche, autorizzata o meno, è molto più frequente di quanto pensiate. Un mio caro amico vive ormai perennemente intercettato, solo perchè ha avuto la sfortuna di parlare qualche volta tramite telefonino con persone indagate. Ci ha rimesso anche un paio di telefonini, dato che gli impulsi utilizzati per catturare le conversazioni, per leggere i suoi messaggi privati o, addirittura, per accendere il suo cellulare quando lo aveva spento, finivano col bruciare i circuiti interni dell’apparato.

I conti correnti dei lavoratori autonomi sono ormai sotto controllo e tutti i movimenti a debito ed a credito sono visualizzabili dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza (si spera solo da loro), senza la necessità di alcuna autorizzazione preventiva. Quindi l’imprenditore o il libero professionista deve accettare, come effetto collaterale della sacrosanta lotta all’evasione fiscale, che anche i movimenti di denaro non direttamente connessi alla loro attività finiscano sotto la lente d’ingrandimento del “Grande Fratello fiscale”.

Nelle intasate aule di giustizia italiane, capita spesso di discutere cause civili, aventi ad oggetto delicate situazioni familiari o personali, in presenza di centinaia di persone. Si pensi, tanto per fare un esempio, ai procedimenti per separazione personale dei coniugi.

Le città, le banche, gli uffici postali, i supermercati, gli ipermercati, i centri commerciali, i negozi sono spesso minuti di telecamere a circuito chiuso che ci riprendono mentre compiamo i nostri gesti quotidiani. Siamo ripresi mentre preleviamo la pensione, mentre paghiamo le bollette, mentre facciamo la spesa, cioè mentre svolgiamo tutte quelle attività che attengono esclusivamente alla nostra sfera privata.

La rete internet, meraviglioso strumento che ci permette di comunicare con il mondo intero in tempo reale, presenta anch’essa le sue controindicazioni sul versante della riservatezza. Quando navighiamo, lasciamo traccia dei siti che visitiamo e, soprattutto, i nostri dati personali memorizzati nell’hard disk del nostro pc sono teoricamente accessibili a qualunque malintenzionato che sia in grado di impossessarsi della macchina da remoto.

Paradossalmente però, proprio nel momento storico più buio per la privacy, si sente invocare da più parti la sua tutela. Troppo tardi. La privacy non esiste più.

La tv che preferisco… novembre 23, 2006

Posted by gughi in radio e televisione, video, video divertenti.
add a comment

Oggi inauguro una serie di post denominati “La tv che preferisco”. Iniziamo con Mike…

Aggiornamento da Ubuntu Drapper Drake 6.06 a Ubuntu Edgy Eft 6.10 novembre 23, 2006

Posted by gughi in informatica e dintorni, Linux, Ubuntu.
add a comment

Sono stati scritti fiumi di parole sull’argomento da quando è uscita l’ultima versione di Ubuntu Linux, denominata Edgy Eft. Blog tematici e siti più generici hanno pubblicato la migliore procedura per aggiornare il proprio sistema Ubuntu all’ultima versioni, senza avere problemi successivi. Ovviamente, come spesso accade, si può centrare l’obiettivo con approcci diversi. Chi ha una buona padronanza di un sistema Linux, riuscirà comunque a risolvere i problemi dovuti ad un’aggiornamento errato o incompleto. Ma chi è meno esperto, potrebbe trovarsi in difficoltà, qualora l’aggiornamento della sua amata Ubuntu non andasse a buon fine. Quindi vi posto la procedura che ho utilizzato io per aggiornare la mia partizione Ubuntu. Essenzialmente ho seguito la guida postata da Pollycoke e, prima di lanciare il comandoupdate.png

ho aperto un terminale, ho digitato

sudo gedit /etc/apt/sources.list

ho immesso la password di root, ho sostituito i repository di Ubuntu Drapper Drake con questi:

deb-src http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy main restricted universe multiverse
deb-src http://security.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-security main restricted universe multiverse
deb-src http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-updates main restricted universe multiverse
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy main restricted universe multiverse
deb http://security.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-security main restricted universe multiverse
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu/ edgy-updates main restricted universe multiverse
deb http://archive.ubuntu.com/ubuntu edgy-backports main restricted universe multiverse
deb-src http://archive.ubuntu.com/ubuntu edgy-backports main restricted universe multiverse

facendo prima un backup del precedente file sources.list e facendo precedere l’aggiornamento da un:

sudo apt-get update

Alla fine del processo, piuttosto lungo, mi sono trovato con la nuova Ubuntu Edgy Eft 6.10, perfettamente funzionante da cui sto postando in questo momento.

Vi sconsiglio di utilizzare repository non ufficiali per aggiornare, in quanto potreste causare danni permanenti al sistema.

Prima dell’aggiornamento vi consiglio caldamente di eseguire un backup di sistema.

Vi ricordo che un aggiornamento di sistema è sempre un’operazione molto delicata, che viene fatta da ogni utente a proprio rischio e pericolo. Quindi, in caso di dubbio, lasciate perdere e godetevi la vostra Ubuntu Drapper Drake funzionante.

Active Virus Shield, antivirus al top con licenza free novembre 22, 2006

Posted by gughi in antivirus, informatica e dintorni, sicurezza informatica, Windows.
35 comments

Ci siamo trasferiti su www.sblogghiamo.net

active_virus_shield.jpg
AOL e Kaspersky hanno fatto un bel regalo agli utilizzatori di Windows: si chiama Active Virus Shield ed è un antivirus leggero, efficiente e free, basato sul motore di scansione più famoso del globo, quello di Kaspersky Lab, che si aggiorna ogni ora e fornisce una protezione del sistema al top. Per convincervi di ciò che dico, non dovete fare altro che dare uno sguardo alle prove comparative degli antivirus che vengono effettuate a cadenze regolari. Vi accorgerete che in cima alla classifica veleggiano a braccetto Kaspersky 6 ed Active Virus Shield 6, con una percentuale di rilevazione che rasenta il 100%. Unica differenza tra i gemellini ammazzavirus è la mancanza in AVS free di qualche funzionalità, tipo il modulo web e la difesa proattiva. Ma niente che comprometta la sicurezza del sistema. Mi chiederete, come faccio ad avere questo gioiellino? Niente di più facile, basta andare qui, fornire un indirizzo e-mail valido, procedere al download, installare il prodotto ed inserire il seriale che vi viene inviato alla casella di posta elettronica e il gioco è fatto. Su questo forum potete trovare un thread dedicato, dove troverete tutte le notizie possibili su AVS.

Aggiornamento 3 settembre 2007:

Credo di fare cosa gradita a tutti gli utenti di avs, postando questa piccola guida per continuare ad aggiornare l’antivirus in questione.

E’ necessario editare il file hosts presente nella directory:
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc
In particolare:
digitare
start-esegui
scrivere
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc
dare l’invio
aprire HOSTS con il blocco note e aggiungere alla fine della lista
127.0.0.1 download.newaol.com
Salvare con il nome HOSTS.txt, eliminando l’estensione .txt.

Boicottiamo il “Made in China”!!! novembre 21, 2006

Posted by gughi in sfoghi personali.
1 comment so far

cucciolo.jpg

Ho appena letto quest’articolo e sono SCONVOLTO. Ho tentato anche di guardare le immagini ma ho resistito pochi secondi. Non ho parole per descrivere quello che provo e forse non mi rendo conto fino in fondo di ciò che sto scrivendo. Ho solo voglia di urlare: ADESSO BASTAAAAA!

Non è accettabile che in Cina, Tailandia, Filippine e Corea si possano verificare stermini di animali da pelliccia, ed anche di animali domestici per fornire a noi occidentali beni di consumo a basso costo. Quando comprate giacche, cappotti di pelliccia o giocattoli che provengono da questi paesi, sappiate che quegli oggetti vengono prodotti così. E se non vi basta, andate su questo sito e su quest’altro, così vi passerà ogni dubbio.

E’ pur vero che la Commissione Europea ha detto basta a questo massacro e che oggi è stata presentata una bozza di direttiva per la messa al bando di importazioni di pellicce di cane e gatto, di fattura prevalentemente cinese, nei paesi dell’UE, ma è vero anche che l’anno scorso, a seguito di una petizione, il governo italiano aveva assunto una posizione molto netta sull’argomento. Ma purtroppo, a distanza di un anno, ci ritroviamo a vedere immagini raccapriccianti ed a parlare della stessa carneficina. Ed in un anno sono morti altri 2 milioni di povere bestie indifese!

ORA TOCCA A NOI!! Diffondiamo il più possibile questo video, facciamo in modo che lo guardino tutti quelli che conosciamo, costringiamoli a guardarlo. E poi BOICOTTIAMO IL MADE IN CHINA!!