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Ci siamo trasferiti! settembre 10, 2008

Posted by gughi in uncategorized.
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Questo blog non sarà più aggiornato. Finalmente ci siamo trasferiti su

Sblogghiamo 2.0

Chrome, il browser di Google settembre 5, 2008

Posted by gughi in informatica e dintorni, internet.
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E’ uscito il 3 settembre il nuovo web-browser di casa google!

Questo è quello che ci dovremmo aspettare da questo nuovo web-browser:

  • Il Browser includerà una Java Virtual Machine chiamata V8, in grado di velocizzare l’esecuzione degli Javascript ed evitare indesiderati blocchi del sistema.
  • La posizione dei tab sarà una delle altre novità del progetto: stanchi di vederle sotto la barra degli indirizzi? In Google Chrome saranno posizionati nella parte superiore della finestra.
  • Sarà inserita una barra degli indirizzi chiamata “Omnibox” che, sulla falsa riga della Awesome Bar presentata in Firefox 3, gode di una funziona di autocompletamento che prende in considerazione molti elementi tra cui la popolarità e il numero di visite delle pagine.
  • L’ Homepage di default di Google Chrome sarà divisa in 9 thumbnail, in cui potrete vedere e consultare le pagine più visitate, e in una sidebar incui compariranno le ultime ricerche effettuate, gli ultimi tab chiusi e le pagine salvate tra i preferiti.
  • Sarà inserita la modalità “privacy” e la finestra “incognito”: tutte le attività in questa pagina non verranno mai salvate o archiviate sul computer in uso. Qualcuno l’ha già definita come una sorta di “porn mode”, e forse non ha azzardato più di tanto.
  • Le applicazioni web potranno essere lanciate in finestre separate, senza barra degli indirizzi, toolbar ed elementi superflui.
  • Per difendersi dai Malware e dai tentativi di phishing Google Chrome sarà costantemente aggiornato con la lista di siti pericolosi
  • Google Gears incluso
  • Motore di rendering Webkit 2.0

Scaricabile qui.

Fonte: Linuxfeed.org

Spam telefonico, il Garante interviene settembre 4, 2008

Posted by gughi in attualità e notizie, diritto, privacy.
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Molte delle telefonate che giungono nelle case degli italiani sono indesiderate, e gran parte sono generate da call center che utilizzano fornitissimi elenchi di numeri telefonici, da tempestare a ritmi forsennati per proporre nuovi contratti di ogni genere. Un business spesso illegale: il Garante per la privacy è intervenuto nelle scorse ore per bloccare le attività di alcune società specializzate. Leggi…

Fonte: Punto informatico

Wanted – Scegli il tuo destino, dal 2 luglio al cinema. luglio 3, 2008

Posted by gughi in cinema, prime visioni.
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Prima di diventare il gioiello della Confraternita, un gruppo armato di giustizieri agli ordini del Fato, Weasley Gibson era un impiegato anonimo e ipocondriaco, vessato da una dirigente “abbondantemente” insopportabile e tradito dal migliore amico con la fidanzata petulante. Abbordato alla cassa di un drugstore da una donna killer tutta tatuaggi e pistole, Wes scopre che i suoi attacchi di panico nascondono poteri ultrasensoriali e capacità fisiche sbalorditive. Allenato dalla Confraternita a pugni in faccia e fendenti affilati, viene iniziato all’arte della vendetta “giusta”: uccidere i “cattivi”, nominati da un arcano telaio. La sua missione sarà quella di eliminare il superkiller che ha ucciso il padre mai conosciuto. Ma l’antica organizzazione di superassassini, che da secoli protegge l’umanità, annientando il Male e facendo il Bene, nasconde un segreto. Spetterà a Wes svelarlo, imparando a controllare il proprio destino.
Nel Wanted di Timur Bekmambetov, un telaio misterioso sostituisce le capacità divinatorie dei precog di Spielberg, capaci di pre-vedere un omicidio, producendo il nome della vittima e del suo assassino (Minority Report). Se i precog non hanno relazioni con il mondo, eccezione fatta per le allucinazioni che la loro mente proietta all’esterno, i giustizieri in action, nati dalla penna di Mark Millar e dai disegni di Jeffrey G. Jones, sono “eroi” conservatori che sorvegliano e puniscono con la morte i nominati dalle trame del Fato, azzerando in questo modo il numero dei delitti e garantendo i delicati equilibri del mondo.
Sperimentando le innovazioni tecnologiche legate al cinema, il regista kazako dei guardiani night and day, irrompe a Hollywood e costruisce un film sul controllo della verità e sulla sua trasformazione in regime, sulla perdita della privacy e della libertà a vantaggio di una sicurezza che implica l’annullamento dell’individuo (se pure criminale).
Nonostante l’intensità del look e il ritmo vertiginoso delle riprese, nonostante i prodigiosi istanti congelati, che isolano e sospendono gli scontri fisici tra i personaggi, il “ricercato” fantafilm di Bekmambetov, non colpisce la fantasia dello spettatore e solleva un problema di sproporzione tra il fumetto e il suo adattamento. Perchè Wanted si vuole basato sulla graphic novel di Millar e Jones ma ne prende al contrario le distanze? Che cosa è diventata l’opera originale in quella che ne deriva? Svestiti i costumi da supereroi, la confraternita disciplinaria di Bekmambetov pratica il precrimine e legittima l’uso della violenza, colpendo obiettivi colpevoli e malvagi. Diversamente, nelle tavole di Jones, gli assassini coi superpoteri sono una lobby sanguinaria che, sterminati gli impavidi supereroi in calzamaglia, uccide arbitrariamente e “creativamente”. Niente telai del destino per mettersi a posto la coscienza e tollerare meglio l’omicidio sistematico. Wanted non è l’adattamento del romanzo grafico di Millar e Jones, non è nemmeno la sua traduzione visiva (come fu per il Sin City di Rodriguez/Miller), è indiscutibilmente un nuovo oggetto estetico che non reca in sé nulla (o quasi) del referente. Un prodotto che non richiede la conoscenza dell’opera di partenza come condizione necessaria per la comprensione di quella di arrivo.
Un film prossimo a Minority Report (nella radicale visione politica dei contenuti) e a Matrix (nella fluida messa in scena dell’azione fantastica), che porta a galla il “rapporto di minoranza” (la voce dissonante del sistema) e sottrae la verità all’univocità della maggioranza. Sarà il dubbio di Wes e Fox, contro l’accettazione cieca del gruppo, a contemplare finalmente l’esistenza di un contrasto e a far collassare ideologia e metodo dei giustizieri “tessili”.
Scegliendo Angelina Jolie e James McAvoy, Bekmambetov sorvola (anche) sulle “facce rubate” (dal fumetto) di Halle Berry (Fox) e di Eminem (Wes Gibson), che avrebbero potuto acquistare significati inediti, ricollocate nello spazio e nell’immaginario cinematografico.

Recensione: MyMovies.

Aggiornamento manuale Antivir screenshots giugno 26, 2008

Posted by gughi in antivirus, informatica e dintorni, sicurezza informatica, Windows.
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In questi giorni pare ci siano di nuovo problemi ad aggiornare Avira Antivir. C’è quindi la necessità di aggiornarlo manualmente e molti mi segnalano che non ci riescono.

Leggi l’articolo.

Firefox 3 vs Opera 9.5 giugno 26, 2008

Posted by gughi in Firefox, informatica e dintorni, internet, Opera.
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I due più noti browser alternativi si sono rinnovati con il rilascio delle ultimissine versioni.

Mozilla Firefox, giunto alla sua versione 3, browser maturo e stabile utilizzato ormai da milioni di utenti in tutto il mondo e Opera, giunto alla versione 9.5, forte della sua leggerezza e completezza di funzioni integrate, sono stati valutati a fondo in una prova sul campo, effettuata da ZeusNews.

Leggi l’articolo.

La notte non aspetta, dal 27 giugno al cinema giugno 25, 2008

Posted by gughi in cinema, prime visioni.
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Il detective Tom Ludlow non si è ancora ripreso dalla morte della moglie e trova conforto nella bottiglia. Vive di notte, sulle strade di Los Angeles, armato e incapace di provar paura. È lui che garantisce la sicurezza dei cittadini, affrontando gli aspetti più ripugnanti della società e applicando una giustizia rapida e priva di compromessi, che ignora i protocolli e gli scrupoli morali. Ma poi un collega muore, il partner di una vita, ed emergono delle prove che lo vorrebbero coinvolto nella sua esecuzione. Ludlow si prepara così ad indagare su se stesso e sulla cultura poliziesca di cui è un esemplare di punta e un veterano.
Viene sempre un momento, nel poliziesco, in cui il distintivo dell’agente protagonista rischia di finire nel cestino o nel taschino del capo. È un turning point imprescindibile, che mette fretta alla scrittura e la surriscalda. Ne La notte non aspetta, tratto da una storia originale di James Ellroy, questo momento non arriva mai. L’agente Tom Ludlow può far di tutto, scannare chiunque gli si trovi a tiro, appropriarsi delle prove, mentire. I suoi colleghi e i suoi superiori lo copriranno, lo favoriranno, aggiungeranno falso su menzogna. Gli terranno persino lontano il capitano Biggs della commissione disciplinare, che lo tiene d’occhio in attesa di un passo incerto.
Crudo, violento, bagnato di sangue, questo thriller urbano non brilla per originalità ma per un ottimo cast e per un ritmo mozzafiato. Buon prodotto di genere, innesca una spirale respingente: non c’è personaggio che non sia violento, non c’è professionalità che il mito dei soldi e del potere, o semplicemente l’adrenalina scatenata dall’illusione del controllo, non abbiano corrotto. Ci sono solo delle sfumature e a queste si aggrappa il film, ponendo alcune domande provocatorie: chi protegge chi ci protegge? Di chi ci si può fidare? Come si estirpa l’erbaccia, se ricresce ogni volta più forte e più radicata? Il film risponde strutturandosi come una tragedia, con una scura tentazione giustificazionista e lo spiraglio di una redenzione che non fa che confermarla. Dopo una corsa a perdifiato sul limite, dove le figure della legge si confondono e si rispecchiano nelle figure avversarie, che eludono la legge o la calpestano, il duello finale tra Ludlow e il suo rivale ultimo è una clamorosa battuta d’arresto, da imputare ad un dialogo velleitario e mal riuscito.
Il regista del realismo estremo e navigatore satellitare umano di L.A. è David Ayer, che ripercorre i propri passi, strizzando l’occhio a Training Day e ancor di più a Harsh Times. Si cita addosso anche Hugh Laurie, alias Biggs: insolitamente fuori dalla cornice del Dr. House, fa comunque il suo primo ingresso in scena all’interno di un ospedale.
Keanu Reeves, bolso, emaciato, incattivito e ritrovato, è l’anima di un film senz’anima, la sua più convincente ragione d’esistenza.

Recensione: MyMovies.

Telecomunicazioni, finalmente si cambia! giugno 22, 2008

Posted by gughi in telefonia.
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Stanno per entrare in vigore le nuove norme predisposte dall’Agcom per regolamentare i passaggi tra gestori telefonici.

Finalmente! Potrei raccontare parecchi casi di passaggi da un operatore ad un altro durati parecchi mesi o mai andati in porto con perdita del numero da parte del cliente.

E che dire delle “triangolazioni” obbligate per passare da un da un gestore alternativo ad un altro? Cioè dell’obbligo di rientrare in Telecom Italia prima di aderire ad un’offerta conveniente proposta da un altro gestore?

Ora tutto questo non dovrebbe più accadere! L’Authority delle Telecomunicazioni ha stabilito che:

  • si potrà passare da un operatore “alternativo” all’altro direttamente, senza rientrare prima in Telecom;
  • dal momento della richiesta dell’utente non dovranno passare più di 30 giorni;
  • L’utente conserverà la propria linea telefonica o la propria connessione adsl senza interruzioni di servizio;
  • i passaggi da un operatore ad un altro potranno avvenire SOLO attraverso contratti firmati.

Finalmente la svolta? Speriamo che gli operatori si adeguino…

Videochiamamoci con Skype giugno 19, 2008

Posted by gughi in informatica e dintorni, internet.
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La nuova versione Beta 4.0 di Skype,  disponibile qui per il download, annuncia miglioramenti rispetto alle versioni precedenti.

Tante sono le novità per i patiti della comunicazione voip, consultabili sul blog ufficiale, ma quella che più salta all’occhio è la decisa accelerata sul fronte della videocomunicazione.

Da oggi Skype vorra dire videochiamare più che chiamare.  E, soprattutto, videochiamare con un’impegno di risorse decisamente basso.

Pare che con l’ultima versione i progettisti siano riusciti a garantire agli utenti conversazioni vocali con soli 2 Kbps di banda, videoconversazioni con 6 Kbps e videochiamate a pieno schermo in alta qualità con 90 kbps.

Su youtube è comparsa anche la demo dell’ultima versione.

L’incredibile Hulk, dal 18 giugno al cinema giugno 18, 2008

Posted by gughi in cinema, prime visioni.
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Bruce Banner si è nascosto in una labirintica favela del Brasile, dove lavora in una fabbrica che imbottiglia bibite al guaranà e conta i giorni “senza crisi”, allenandosi a mantenere basse le pulsazioni cardiache agendo sulla respirazione e sul rifiuto delle provocazioni. Sono più di cento giorni che vive così, reprimendo gli impulsi del corpo e gli slanci del cuore, che è rimasto negli Stati Uniti, accanto alla dottoressa Ross. Ma basta una goccia di sangue, perduta involontariamente, a innescare la fine o, per essere più precisi, un nuovo inizio. La macchina da guerra americana, guidata dal generale Ross, è immediatamente sulle sue tracce. Braccato, Bruce non può che cedere alla sua nemesi, strapparsi le vesti e trasformarsi nel gigante verde.
Nonostante un momento centrale che si concede al road movie e ad una contenuta (per forza di cose) romanticheria, L’Incredibile Hulk di Louis Leterrier non ritrova più, strada facendo, né l’intuizione narrativa né la velocità espressiva dei primi venti elettrizzanti minuti. A valle della pellicola scivola fatalmente il già visto: l’idillio tra la bella e la bestia che già fu di King Kong, la sfida con Godzilla –altrimenti detto Abominio-, l’ospite d’onore venuto a reclutare il pupazzone color pistacchio per la squadra dei Vendicatori, futura joint venture Marvel-Universal. Povero golia verde, non è tutta colpa sua: arriva per ultimo, quando le sue pupille s’illuminano le nostre sono già appesantite, e arriva nell’ottica della futura riunione (con Ironman, Thor, Ant-Man, Wasp e Capitan America), responsabile di una probabile omologazione a priori.
Edward “Bruce” Norton prende sulle spalle la croce della creatura data alla luce da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, esaltando, con il suo corpo leggero e la sua lucidità manifesta, l’inconciliabilità con il fisico e la mente di Hulk, e al contempo traghettando il personaggio da antieroe a supereroe, in un percorso anche simbolico di accettazione che invita a trasformare la rabbia che portiamo dentro in una risorsa contro la brutalità fine a se stessa.
Dopo il conflitto edipico tra padre (scienziato pazzo) e figlio (vittima dell’incauto esperimento del primo su di sé), inscenato da Ang Lee, è ora la volta di far scontrare Betty Ross e il generale, non meno pazzo nel suo sogno di un esercito di super soldati, non meno incauto nel super dotare un killer già troppo esaltato di suo. Ma, rispetto al passato, il film di Leterrier si presenta libero da ogni vincolo, né sequel né remake, semmai debitore della serie tv per quel che riguarda la linea guida, ovvero l’idea che Banner sia perennemente in fuga da se stesso e da una vita civile, alla disperata ricerca di una cura per liberarsi dal mostro che è in lui.
Serie a fumetti, tv seriale, cinema che si replica e “trasforma”, a dimostrare la straordinaria ricchezza dell’universo delle strisce e la crescente difficoltà di stupire dell’aspirante blockbuster, teso a reperire uno spettacolo sempre più grande, più distruttivo e più colorato. Gli effetti speciali sono i raggi gamma che gonfiano le potenzialità del racconto filmico per farne degli atti di forza. Resistere (con Gondry) o saltare sul carro armato? L’Incredibile Hulk suggerisce la possibilità di controllare l’inarrestabile con l’intelligenza.

Recensione di MyMovies.

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